Traffico a Milano. Alcune proposte concrete

Tra alcuni mesi ci saranno le elezioni comunali a Milano e quindi i partiti si stanno già organizzando con la elaborazione di programmi e con trattative per liste ed alleanze.

Alcuni giorni fa, su Cartalibera, sono stati pubblicati alcuni appunti per un programma liberale riguardante i problemi della legalità e della sicurezza.

Oggi parliamo di traffico a Milano, un problema molto importante  che, nonostante gli impegni del sindaco Albertini, è ancora irrisolto.

Il notevole sviluppo dei mezzi di trasporto privati, l’espansione capillare del terziario, la carenza  ed inadegatezza del sistema dei trasporti pubblici, la sempre maggior gravitazione sulla città-capoluogo di un hinterland evoluto e qualificato, hanno creato – ormai da tempo – sull’intero territorio urbano e segnatamente sul cosiddetto “centro storico” un crescendo di disagi per l’affollamento caotico di mezzi, al limite della paralisi.

Il problema degli spostamenti è sicuramente cruciale, come il traffico pesante che affluisce a  Milano ha bisogno di canalizzazioni tangenziali adatte. Gli stessi insediamenti produttivi del Nord Milano richiedono ampi canali di flusso e deflusso estranei al traffico dei quartieri.

Esistono pertanto una serie di interventi non più rinviabili :

  • La realizzazione delle due nuove linee metropolitane (n.4 e 5) è prioritaria.
  • Realizzazione di una Pedemontana per collegare Gallarate (Malpensa) e Bergamo (Orio al Serio), della TEM (tangenziale esterna ) per collegare Agrate-Melzo-Melegnano,  e della famosa direttissima Brescia-Melzo-Milano (Brebemi), come di circonvallazioni sotterranee.
  • Riqualificazione delle stazioni e degli interscambi della rete metropolitana urbana..
  • Completamento del progetto, già in corso, dei mezzi di trasporto pubblico a trazione elettrica e dell’alimentazione degli autobus con combustibili meno inquinanti.
  • Completamento del piano urbano dei parcheggi ( parcheggi di interscambio vicino alle fermate del metrò;  parcheggi per i residenti).
  • Incentivi economici e fiscali per i privati che realizzano posti auto sotterranei (parcheggi non invasivi del verde).
  • Introduzione del ticket di ingresso in città (o in alternativa alla cerchia filoviaria o dei bastioni) sulla scorta dell’esperienza positiva di Londra ed altre città (cioè “road pricing”).
  • Divieto di ingresso in città ai veicoli commerciali diesel., responsabili complessivamente del 60% delle emissioni di polveri sottili da traffico  (con conseguente utilizzo degli interscambi /centri di trasporto intermodale).
  • Maggiore rigore nel controllo del traffico e della sosta (anche in doppia e tripla fila), con potenziamento della“task force” dei  vigili urbani..
  • Razionalizzazione dei semafori e creazione di rotatorie.
  • Graduale liberalizzazione nel settore dei taxi.

La domanda di auto pubbliche da parte dei consumatori non è pienamente soddisfatta dall’attuale offerta di servizio.  I Comuni hanno sì la possibilità di aumentare le licenze, ma incontrano forti resistenze da parte degli operatori del settore. Basti ricordare quello che è successo a Milano qualche anno fa.

Il rapporto tra numero di taxi e popolazione a Milano è molto inferiore rispetto alle più importanti città europee.

Per questo motivo è necessario che l’Amministrazione comunale  intervenga con decisione ripristinando più concorrenza e aumentando il numero delle licenze.

  • Iniziative e potenziamento del “car sharing”.

 In definitiva, una serie di interventi strutturali e di micro-interventi, tenendo sempre presente, soprattutto in questa materia, che la città di Milano è il terminale di una area che va molto al di là dei confini del comune.

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