Borges

“L’America, intralciata dalla superstizione della democrazia, non vuole decidersi a diventare un impero”. Così, nel maggio del 1977, Jorge Luis Borges nel racconto ‘L’altro’ pubblicato su Playboy.

Ero molto giovane a quei tempi, credevo ancora nella politica e non mi trovai d’accordo con il grande scrittore argentino né a proposito della sua definizione della democrazia, né riguardo all’invito, pieno di rammarico per la da lui supposta insipienza dimostrata dai governanti di quel Paese, rivolto agli Stati Uniti.

Quasi trent’anni dopo, più che sessantenne, penso avesse assolutamente ragione.

La democrazia (per il vero, mai compiutamente realizzata in alcuna parte del mondo come è destino di ogni utopia) altro non si è palesata nella pratica che “una indebita estensione della statistica”.

L’America, malgrado George Walker Bush, si avvia a perdere la sfida mondiale proprio per non aver mai saputo decidersi a diventare un impero!

In ‘L’altro’ (che è collocato temporalmente nel 1969), un Borges settantenne seduto su una panchina di Cambridge parlava ad un se stesso ginevrino più giovane di molti decenni e per ciò stesso incredulo a fronte dei suoi insegnamenti.

So bene che oggi questa mia testimonianza sarà tenuta in non cale e condannata dai più.

Vale comunque la pena di renderla e, soprattutto, di ripetere agli USA quell’invito!

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