Donne e politica, melassa mediatica

I bresciani dicono: “che la piasa, la tasa, e la staga in casa” (che sia carina, silenziosa e domestica). Esagerano, d’accordo, per carità, ma il modello di “onorevole donna” che ci presentano i media con petulante frequenza è senz’altro peggio. Tutti a strapparsi i capelli sulle “quote rosa”. Ma chi l’ha detto che le donne governano meglio degli uomini? E perché mai dovrebbero essere tutelate con queste assurde quote? La questione si presta a qualunquistici sarcasmi, ma è invece molto seria, perché nella sua intima natura comprende quasi tutte le tare prodotte nel linguaggio comune dall’ egemonia della cultura progressista.

Innanzitutto, il dare per “verità” quella che è solamente una aleatoria affermazione ideologica: in questo caso il bislacco assioma secondo il quale “le donne governerebbero meglio”. Il ragionamento è “i politici sono quasi tutti maschi, e quasi tutti cialtroni, dunque il politico maschio è cialtrone, mentre il politico femmina no”. Potrebbe essere in effetti così, ma potrebbe anche essere vero il contrario. E’ possibile fare una verifica empirica? E’ possibile, considerato che comunque le donne hanno occupato tra il dieci ed il venti per cento di posti di potere in Italia, ed anche di più nel resto d’Europa o del mondo. Qualcuno ha nostalgia del ministro socialdemocratico (della Cultura !) Vincenza Bono Parrino? Del ministro della Sanità Rosi Bindi? Tra i sindaci italiani, svetta forse Rosa Russo Iervolino? La memoria per la verità ci suggerisce, in termini di sindaci donna, diversi nomi di grandi bidonesse (in particolare sindachesse poliste nel Veneto), e solo due da otto in pagella (la Poli Bortone a Lecce, ed una forzista a Taranto). Se uno pensa alla possibile sfida Iervolino-Mussolini, la mente vacilla.

La verità è che tra le donne che fanno ed hanno fatto politica ve ne sono alcune di grandissimo spessore, come Margaret Thatcher e Indira Gandhi (che non era peraltro uno stinco di santo), altre autorevoli e competenti, come Condi Rice e, per stare a casa nostra, il Ministro Moratti o Livia Turco dei DS, e moltissime altre irrilevanti, presuntuose e sciocche, o semplicemente , per quanto capaci, sopravvalutate, come l’ex-Ministrro Melandri o la nostra Ombretta Colli. Ve n’è di oneste e di disoneste, come l’attuale presidente delle Filippine che rischia l’impeachment; ve n’è di rigorose, come sembra essere la pur poco brillante Angela Merkel, e di terribilmente pasticcione e demagoghe come fu Evita Peron. Non si può dunque dire se le donne governano meglio o peggio degli uomini: servirebbe uno studio serio che nessuno ha avuto finora il coraggio di fare. Del resto, se dicessimo che le donne governano meglio, ciò significherebbe ammettere che esistono misurabili differenze di “performance” tra maschi e femmine in quanto tali, e questo è un tema che, una volta ammesso, diventa per le femministe molto scivoloso. A meno, infatti, che le donne siano superiori IN TUTTO agli uomini (e sarebbe il primo caso di esseri superiori e più numerosi che si lamentano di essere schiavizzati da una minoranza di minorati), questo vorrebbe dire che in qualche area possono essere inferiori. Ma questo non si può dire: non per cavalleria, ma perché si rischia la vita (professionale). Ne sa qualcosa il Preside di Harvard, Larry Sumners, massacrato mediaticamente e trattato come in Cina si trattavano i nemici del popolo, perché aveva osato affermare, dati alla mano, che le donne sono meno brave degli uomini in matematica   

La realtà è che vi sono poche donne nei vertici della politica non perchè discriminate, ma perché ve ne sono poche alla base. Finchè c’è da far casino in manifestazione, le donne sono lì, ma quando c’è da perdere serate a frequentare le sedi di partito, a preparare mozioni, a leggere normative e piani regolatori, a fare iscritti da affiliare al proprio gruppo di appartenenza, molte donne (e dagli torto, penserà qualcuno) spariscono. Eppure questa è la gavetta della politica, e se su mille attivisti, come si vede in ogni filmato dedicato a manifestazioni politiche, ottocento sono maschi, su dieci leader otto saranno maschi e solo due femmine per una mera distribuzione statistica. E’ vero, dicono le femministe, ma questo perché il “fare politica” come si fa oggi respinge le donne. E chi impedisce loro di farlo in modo diverso? Avanti, ci provino, e lo dico senza ironia, e vinca il migliore. Anche a molti maschi piacerebbe occuparsi di cucina senza dover lavare i piatti, e crescere i bambini solo quando non strillano e non si è stanchi. Ma nessuno ha ancora trovato il modo.

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