Gli immigrati e il diritto di voto

La sera del 21 ottobre 2005 la Direzione di “Cartalibera” ha consegnato a Magdi Allam, risultato vincitore dopo l’istruttoria di una autorevole Commissione e un sondaggio tra i nostri lettori, il premio “Controcorrente Luca Hasdà”.

Senza alcun dubbio Magdi Allam,  è oggi in Italia il personaggio più controcorrente che vi sia,  per il suo coraggio e per la sua onestà intellettuale.

Durante la serata  Allam ha fatto un dotta ed interessante relazione sui problemi dell’immigrazione in Italia ed ha risposto alle numerose domande dei presenti.

Nei giorni scorsi è stato anche oggetto di forti critiche formulate dal Responsabile nazionale immigrazione dei DS.

Qui di seguito abbiamo il piacere di riportare una breve replica di Allam a queste critiche, replica pubblicata domenica 23 ottobre su “Il Corriere della Sera”.

“ Sono un convinto sostenitore dell’integrazione degli immigrati che sfoci in una cittadinanza intesa come adesione piena ai valori fondanti della comune identità nazionale italiana. In quest’ambito sono favorevole all’adozione dello “ius soli” e a un approccio più agevole che consideri più la sostanza  che non la forma nella concessione della cittadinanza. Ma resto dell’idea che il diritto di voto, a tutti i livelli, sia una prerogativa dei cittadini italiani che hanno veramente a cuore le sorti dell’Italia.

Ricordiamoci che all’indomani delle stragi di Londra lo scorso 7 luglio, ben l’88 per cento dei musulmani con cittadinanza britannica acquisita in modo automatico nel contesto di un multiculturalismo buonista e ideologico, hanno sostenuto di non considerarsi cittadini britannici.

Noi tutti abbiamo il dovere di prevenire che ciò accada anche in Italia.

Se dunque io affermo ciò, non faccio “terrorismo psicologico”  bensì l’autentico interesse di tutti, autoctoni italiani e immigrati che aspirano a diventare italiani.

Per il resto non ho mai detto che non bisogna costruire le moschee, ma che prima di costruirne delle nuove  dobbiamo avere la certezza che i  611 luoghi di culto islamici già esistenti operino nel pieno rispetto della legalità e che le nuove moschee non vadano a finire nelle mani dei predicatori d’odio.

Non nutro un pregiudizio nei confronti della scuola islamica, ma chiedo la chiusura dei ghetti scolastici dove non c’è trasmissione del sapere scientifico e dei valori condivisi ma indottrinamento all’ideologia estremista islamica.

Oggi più che mai non ci può essere dialogo e legittimazione di coloro che disconoscono la civiltà dell’uomo incentrata sul valore della sacralità della vita di tutti.”

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