Il maestro

Di quando in quando, torna a Varese Bruno Lauzi. Dico ‘torna’ perchè, da noi, il celebre cantautore ha vissuto un bel po’, esattamente dal 1956 al 1970.

Arrivò al seguito della famiglia giusto in tempo per sostenere al Cairoli gli esami di maturità classica e se ne andò trentaduenne già all’apice della fama.

Fra l’altro, è proprio in città (magari, chitarra in mano, attorno al grande tavolo giallo della sede varesina del Partito Liberale laddove Piero Chiara, da segretario provinciale, imperava) che gli venne di vergare alcune delle sue più belle canzoni a partire, e si era nel 1961, dalla immortale ‘Il poeta’.

Pochi giorni fa, mio ospite al Caffè Zamberletti, ecco Bruno parlare del suo recentissimo romanzo (‘Il caso del pompelmo levigato’).

Ricorda le infinite difficoltà incontrate per ottenerne la pubblicazione. I rifiuti garbati. Gli inviti a tornare al suo mestiere “che sa fare tanto bene”…L’aiuto di Franco Battiato e poi di Elisabetta Sgarbi che, alla fine, gli ha aperto le porte della Bompiani.

Gli dico (ed è vero) che il racconto mi piace un sacco e che mi ha stimolato al punto che, mano mano, leggendolo, mi è occorso di sottolinearne le frasi più coinvolgenti o particolari e di cercare di scoprire l’origine e il perchè – spesso letterari, musicali o cinematografici – dei nomi scelti per i protagonisti come di molti degli accadimenti narrati.

Mi dice di avere avuto un grande maestro che poi è anche il mio: “Da ragazzo, ho corretto le bozze de ‘I giovedì della signora Giulia’ che Chiara scriveva all’epoca per ‘Il Giornale del Popolo’” (sul quale l’opera uscì a puntate firmata con lo pseudonimo ‘Nick Inghirami’) “Pagine e pagine piene di cancellature sulle quali, a volte, alla fine, restavano solo tre o quattro parole. ‘Scrivere è facile’, mi diceva Piero, ‘Quel che difficile è eliminare il superfluo. Posso mettere in pagina milioni di parole, ma quelle che davvero servono sono poche, pochissime!’ Ecco il segreto della sua sudata ‘facilità’. Ecco la lezione che mi è rimasta dentro e che ho cercato, oggi, con ‘Il caso del pompelmo levigato’ di seguire”.

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