Tempo di elezioni, pioggia di provvedimenti lobbistici

Anche se bisogna riconoscere al Ministro Tremonti di avere fatto una finanziaria ragionevole nei contenuti, astuta negli effetti politici e non “elettorale” in termini di ricadute di spesa, ci sono alcuni recenti provvedimenti del Governo che fanno rizzare i capelli ad ogni genuino liberale.

L’esenzione dall’ICI degli immobili della Chiesa, anche se non adibiti a luoghi di culto, è indigeribile anche per coloro tra noi che più sono lontani da posizioni anticlericali. D’accordo, forse si era esagerato, nel Risorgimento, a confiscare i beni ecclesiastici, ma qui si violano in un colpo solo il buon senso, la laicità dello Stato, e le tasche dei contribuenti che pagheranno al posto del Vaticano. Poco consola che la norma fosse già prevista da una precedente legge ulivista, e nemmeno possiamo turarci il naso pensando agli ulteriori attriti che questa proposta furbetta crea tra Chiesa e Ulivo, mettendo ancor più in difficoltà l’imbolsito Prodi. Se si pensa di vincere le elezioni dando un “quantum” ad ogni lobby, stiamo freschi.

Secondo provvedimento, per fortuna bloccato in Consiglio dei Ministri, è quello sulla riforma del TFR. Il tema sembra complesso, ma è in realtà semplicissimo: visto che si è deciso di trasformare la vecchia “liquidazione” in un fondo pensionistico aggiuntivo a quello INPS, l’unico dubbio era: come scegliere che fondi pensione utilizzare? Risposta ovvia, per un liberale ma anche per ogni persona di buonsenso: ogni cittadino scelga, tra i fornitori assicurativi ammessi dalla legge e adeguatamente garantiti, chi gli pare, come già fa con i suoi risparmi. Risposta orrenda, prescelta per incomprensibili ragioni dal Ministro Maroni: il lavoratore è costretto a dare i suoi quattrini in gestione a dei “fondi chiusi”, cioè obbligatori, costituiti e gestiti nientemeno che dalle associazioni sindacali (sindacati e Confindustria). Questi fondi già esistono, danno risultati miseri, addirittura inferiori alla attuale rivalutazione garantita al TFR, e sono in buona sostanza un centro di collocamento per sindacalisti e funzionari confindustriali in pensione. Perché Maroni vuole fregare i lavoratori e fare un regalo ai sindacati? Per fortuna, una volta tanto, San Lobbista ci ha dato una mano, e l’attivismo dell’ANIA (l’associazione degli assicuratori) tanto ha fatto che in Consiglio dei Ministri la legge è stata bloccata. Meno male, anche se la questione è ancora aperta: stupisce comunque che con un Governo di impronta liberale si debba dipendere da uno scontro di lobbies per evitare di promulgare leggi socialiste.

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