La Fiat è scalabile?

Tra alcuni giorni il gruppo di 8 banche che nel 2002 avevano fatto un prestito di circa 3 milardi di euro alla Fiat entrerà nel capitale del gruppo torinese.

In questo modo la partecipazione di queste banche varrà circa per un 27% del gruppo, mentre la quota della famiglia Agnelli (IFIL) scenderà dal 30,06%  al 22%.

Dato che le banche entreranno separatamente, la famiglia Agnelli rimarrà comunque il primo azionista.

Montezemolo e Marchionne, nei giorni scorsi, hanno parlato di un’alleanza o alleanze di tipo industriale (es. Ford) e non di un matrimonio, per un grande rilancio dell’auto.

A questo punto cosa farà la famiglia Agnelli. Acquisterà altri titoli sul mercato per arrivare al 25-30%? Cosa ne farà della liquidità di circa 1 miliardo di euro nelle casse Ifil?

E soprattutto, cosa faranno le banche?  Oggi non sembra che ci sia una linea comune fra le banche.

In qualche caso già si parla di disimpegno.

Se le banche decidessero di uscire, vendendo a qualche imprenditore o finanziere, italiano o straniero?

Già circolano alcune voci in questo senso.

Quindi: la Fiat è scalabile?  Si.  Il rischio esiste.

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