La CdL torna al proporzionale?

Secondo noi la nuova proposta di legge non passerà; la sua tomba sarà il segreto dell’urna.

L’emendamento alla legge elettorale  presentato dalla CdL, su precisa richiesta di Casini e Follini dell’UDC, prevede la ripartizione dei seggi per la Camera dei deputati con metodo proporzionale, l’attribuzione di un  premio di maggioranza e lo sbarramento del 4 per cento. C’è la preferenza, ma non l’indicazione del premier; i partiti o i gruppi politici organizzati sono collegati alle liste a loro volta raccolte in coalizioni. Scompaiono i collegi uninominali.

L’Unione di Prodi si dichiara subito compatta  per un ostruzionismo totale. L’Udc si dimostra soddisfatta;  imbarazzi invece nel Polo (FI  e AN).

A parte le forti perplessità che nascono da questo ribaltone, realisticamente non crediamo che, dati i tempi ristretti e il forte ostruzionismo dichiarato dai partiti dell’opposizione, e soprattutto il voto segreto con i vari “mal di pancia” di esponenti di FI e AN, tale legge possa passare.

Lo stesso Berlusconi, pur difendendo a parole  l’emendamento,  ha fatto chiaramente capire di chi è la paternità della proposta: “E’ l’UDC che porta avanti la sua proposta e la presenterà in Parlamento. Importante che ci sia una rappresentazione veritiera della volontà degli elettori e che ci sia la governabilità necessaria per avere la stabiltà”.

E dalle parole di Berlusconi, malignando, “il Sole24ore” scrive: “ si potrebbe forse pensare che se anche la legge non andrà in porto uno dei suoi scopi, il Capo del Governo, lo avrà ottenuto: evitare che i centristi corrano da soli, sventando così il rischio di vedere sottrarre voti a Forza Italia. Perchè pur in tal caso resterà evidente quanto la coalizione e in particolare il suo leader avranno fatto per andare incontro alle richieste dell’Udc. Se invece la legge verrà approvata, ma il cammino appare molto accidentato, tenuto conto anche delle reazioni dell’opposizone che ha già annunciato l’ostruzionismo, lo scarto tra centrosinistra e centrodestra andrebbe certo ridotto, dato che il premio di maggioranza non andrà alla coalizione che ottiene il maggior numero di voti, ma a chi prende più seggi, con il rischio accentuato invece che ridotto di avere una maggioranza alle Camere che non corrisponda alla maggioranza del Paese”.

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