Le agevolazioni fiscali delle Cooperative hanno ancora senso?

Come è noto le cooperative sono nate nell’800 come strumenti di protezione sociale degli strati popolari più poveri ed hanno sempre goduto agevolazioni fiscali non indifferenti per poter rispettare i criteri di socialità e solidarietà.

Sulla base di queste agevolazioni fiscali e di altri benefici e con il supporto politico specie dei partiti di sinistra, il sistema delle cooperative è cresciuto  e si è sviluppato ed oggi le cooperative italiane rappresentano dei veri conglomerati industriali e finanziari (nel campo delle costruzioni, delle assicurazioni, della grande distribuzione, dei servizi, ecc.). Sono inoltre un fattore preoccupante di concorrenza rispetto alle altre imprese che devono rispettare altre regole e non hanno le agevolazioni fiscali.

Non dimentichiamo che le Coop danno lavoro a circa 800.000 persone, dieci volte i dipendenti Eni. Non dimentichiamo  che i legami con il vecchio PCI ed oggi con i DS sono sempre stati stretti, anzi gli amministratori vengono tutti o quasi dallo stesso partito.

La  presenza delle Coop nel settore delle costruzioni, insieme ai “general contractors” privati, è nota con la Cmc di Ravenna e la Ccc di Bologna: si vedano i  maxicantieri della TAV (linea ad alta velocità); i lotti per la Salerno-Reggio Calabria; forse per il Ponte di Messina.

Da alcuni anni, i colossi del sistema cooperativistico, si sono lanciati anche in attività, a mio avviso, “poco mutualistiche”  o in una serie di acquisizioni finanziarie, come ad esempio la Granarolo con Parmalat, la Conserve Italia con Cirio, ed ora la scalata della Unipol alla Banca Nazionale del Lavoro.

Le Coop si sono buttate in operazioni finanziarie, in alcuni casi alquanto rischiose, investendo capitali che dovrebbero invece restare a disposizione dei soci.

Secondo noi l’operazione Unipol è in contrasto con i principi di solidarietà previsti dall’art. 45 della Costituzione che dice: “La Repubblica riconosce la funzione sociale della cooperazione a carattere di mutualità e senza fini di speculazione privata. La legge ne promuove e favorisce l’incremento con i mezzi più idonei e ne assicura, con gli opportuni controlli, il carattere e le finalità”.

 Lo stesso presidente delle Cooperative bianche, Luigi Marino, parla di “incostituzionalità” dell’operazione.

In pratica gli utili sono usati per le scalate e non per scopi mutualistici.

Per questi motivi ci domandiamo: le agevolazioni fiscali delle Cooperative hanno ancora senso?  Cosa dicono i DS e Prodi sull’argomento? Cosa dice il Governo?

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