Lettera a la “Jena”

Caro Barenghi,

mi permette una domanda? Esiste al mondo persona maggiormente antidemocratica di un intellettuale di sinistra?

Glielo chiedo perchè il suo incisivo e, come sempre, divertente – ma è proprio divertendo e scherzando che si dice quel che si pensa davvero – intervento odierno  su La Stampa a proposito dei risultati elettorali in Iran (quel Paese si sarebbe solamente messo in sintonia con gli occidentali: anche laggiù, come in Italia e negli USA, ha vinto infatti il peggiore) esprime un evidente disprezzo nei confronti di quanti (plebaglia, secondo Manlio Sgalambro dopo il risultato a voi contrario di Catania) nell’urna votano per altri che non siano i vostri compagni o sodali.

La gente, il ‘popolo’, assai di sovente e per fortuna, vi delude ma siete per il vero voi a deludere con la vostra incapacità, conseguente ad una sostanziale ignoranza, di capire come davvero vanno le cose.

Prima delle elezioni USA dello scorso anno, in libreria, sono stato avvicinato da una coppia di signori che mi hanno chiesto chi avrebbe secondo me vinto tra Bush e Kerry.

Ho risposto (e, d’altra parte, l’avevo già scritto più volte sui quotidiani e ribadito nel mio saggio ‘I Signori della Casa Bianca’) che il presidente avrebbe stravinto perchè il popolo e la gente comune era con lui.

Mi hanno guardato male e mi hanno detto che davo peso al voto della gentaglia! Erano due classici esponenti di quella sinistra che ha letto in gioventù tre o quattro libretti vergati da ideologi da strapazzo male informati e che su quella malferma base crede di avere capito il mondo.

Non me ne voglia, ma penso sarebbe ora che lei, Michele Serra ed altri diceste chiaro e tondo che la democrazia non vi piace e che solo voi, e non la plebe, sapete cosa è bene e chi debba essere votato.

La prego, sia sincero con se stesso e con i suoi lettori,

Mauro della Porta Raffo

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