Milano sotto accusa? Non esageriamo

In questi giorni alcuni articoli apparsi sui principali quotidiani e due recenti libri hanno messo sotto accusa Milano, criticato il “modello ambrosiano”: mancherebbero i “grandi progetti”; si è parlato di “caso Milano”, di “crollo delle aspettative”, di tradimento.

Non ho capito bene, tradimento, di che? Mi sembra che in queste critiche ci sia  una drammatizzazione un po’ forzata, forse anche di strumentalizzazione politica. Certo i problemi non mancano.

Alcuni progetti della Giunta Albertini non sono stati realizzati, alcune battaglie si sono rivelate poi in sconfitte. Ad esempio: alcuni progetti di riqualificazione delle periferie languono, altre riqualificazioni si sono dimostrate sbagliate (la Bicocca sembra un quartiere periferico moscovita o di Berlino Est); la battaglia contro i “graffitti” sui muri è stata persa; il problema del traffico è ancora irrisolto; la pulizia delle strade lascia a desiderare.

Detto questo non dobbiamo dimenticare le realizzazioni positive, le sfide vinte all’insegna della “cultura del fare”. Solo alcuni esempi : 

1)    La ristrutturazione della Scala è stata realizzata con un equilibrio dei tempi e costi molto positivo. E’ stato un successo giustamente reclamizzato anche a livello internazionale.

2)    La realizzazione del nuovo polo-fieristico a Rho-Pero nei tempi previsti. Si parla già di “modello Fiera”  nel quale istituzioni pubbliche e i vari protagonisti del settore hanno “fatto sistema”. E’ anche  un’opera di moderna architettura di notevole pregio ed interesse.

3)     La realizzazione di tre depuratori (Nosedo; Milano San Rocco; Peschiera) che risolve un problema ormai trentennale . Oggi gli scarichi milanesi sono puliti e la città è in regola con i parametri dell’UE sugli scarichi urbani.

4)     I grandi progetti urbanistici di Milano Santa Giulia e dell’area del Portello che vedono tra i progettisti, i più grandi architetti del mondo.

5)     Il completamento del Passante Ferroviario con la recente apertura della stazione di Porta Vittoria.

6)     Le grandi Mostre e il restauro e la promozione delle strutture culturali (riqualificazione del Castello Sforzesco; il restauro della “Pietà Rondanini” di Michelangelo; ecc.), senza dimenticare una moltiplicazione di spazi teatrali e musicali.

Giustamente l’attuale assessore alla cultura  di Milano, Stefano Zecchi, afferma:

“Forse i critici dimenticano che Milano fu devastata dieci anni fa da Tangentopoli. Albertini ha ricucito il tessuto istituzionale con correttezza.  Oggi si vive meglio che negli anni ’70, quando si era malmenati in strada, o nei vuoti anni ’80. Certo, restano i problemi relazionali delle grandi città. Mi sembra che si faccia il tiro al bersaglio, non solo mancando il bersaglio, ma neanche capendo quale sia.”

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