Castro non ha visto “C’era una volta il West”

E così, una decina di giorni fa, sia pure strettamente sorvegliati ed assolutamente blindati, nella Cuba di Fidel Castro, finalmente, i molti dissidenti hanno potuto riunirsi in assemblea senza che il ‘lider maximo’ si opponesse e, magari, ne spedisse qualcuno in gattabuia.

Che dire se non che un cotale accadimento è da considerare il primo vero segno di decadenza del dittatore cubano?

Fidel dovrebbe sapere che mai nulla e per nessuna ragione deve essere concesso agli avversari ove davvero si voglia conservare il potere. Così, infatti, insegnano i precedenti storici (uno dei quali lo riguarda personalmente), così, soprattutto, spiega benissimo la trama del più grande western ‘italiano’: ovviamente, ‘C’era una volta il West’ dell’ottimo Sergio Leone.

Guardando alla storia, come non ricordare che la cruentissima Rivoluzione Messicana prese l’avvio da un consimile ‘abbassamento della guardia’ da parte dell’allora dittatore di quel Paese Porfirio Diaz? Intervistato da un giornalista americano in vista delle presidenziali del 1910, si lasciò scappare che non sarebbe stato male se, dopo decenni, un ‘vero’ oppositore del suo regime si fosse presentato in alternativa. Francisco Madero lo prese in parola e si candidò. Diaz, naturalmente, lo mise in galera e vinse, ma fece l’errore di farlo rilasciare subito dopo consentendogli così di chiamare i messicani alla Rivoluzione. Pagherà abbandonando il Paese in fiamme (“Madero ha liberato la tigre; vedremo se sarà capace di domarla”, dirà in quei momenti), rifugiandosi in Francia e morendo a Parigi.

Nel medesimo errore cade molti anni dopo un certo Fulgencio Batista: padrone di Cuba, concede la grazia a un giovane rivoluzionario che ha cercato di abbatterlo e lo esilia. Passa relativamente poco tempo e quello stesso giovanotto torna per combattere, si rifugia sulla sierra e, alla fine, riesce a cacciarlo a pedate. Il suo nome è Fidel Castro!

E veniamo a ‘C’era una volta il West’. Chi è Armonica (Charles Bronson), il misterioso vendicatore che vuole uccidere Frank (Henry Fonda) a tutti i costi, se non quel bambino al quale il medesimo Frank, anni ed anni prima, aveva risparmiato la vita dopo averlo costretto a sostenere fino allo sfinimento sulle spalle il peso del fratello di poi strozzato dalla corda che il ‘cattivo’ gli aveva legato alla gola? Se a quel momento invece di limitarsi ad invitarlo a suonare appunto l’armonica che gli mette in bocca, Frank lo avesse eliminato ne avrebbe ovviamente evitato la vendetta.

Un dittatore che si rispetti (e lo stesso Fidel si era finora sempre comportato ‘comme il faut’) non può avere cedimenti di alcun genere.

Guardando a Cuba oggi, dopo la riunione di cui si è parlato, si avvertono come detto i primi scricchiolii. Il regime comincia a vacillare.

 

© Copyright 2004 Cartalibera

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *