Le preoccupanti dimenticanze di Luca di Montezemolo

L’intervento del presidente Luca di Montezemolo all’ultima assemblea della Confindustria ha stupito non poco: ha criticato tutti tranne sé stesso. Certamente  le ragioni di questa  crisi economica sono diverse; esse hanno origini antiche, di natura strutturale, ma sono anche recenti e contingenti.

A questo punto nasce spontanea una domanda:  le nostre imprese non sono anch’esse in parte responsabili? Direi di sì. 

Quindi la  relazione  del presidente Montezemolo, positiva sotto certi aspetti, è piena anche di reticenze e dimenticanze.

Ad esempio Montezemolo ha dimenticato che l’impresa italiana è agli ultimi posti negli investimenti in ricerca e sviluppo.

Ha dimenticato che alcune grandi famiglie, in questi anni, hanno distrutto l’industria, la grande impresa, hanno fatto più finanza che impresa.  Ha dimenticato che oggi nel nostro Paese abbondano capitalisti senza capitali e che  cercano di controllare le aziende col minimo sforzo finanziario.

Ha dimenticato che una buona parte del deficit pubblico deriva anche dai numerosi trasferimenti a favore delle aziende in crisi; si veda la Fiat che tra l’altro si mangia enormi capitali per la cassa integrazione.

Ha dimenticato che il valore complessivo dell’IRAP equivale ai finanziamenti erogati dallo Stato per le aziende, ivi comprese, ovviamente, quelle dello Stato.

Ha chiesto la verità sui conti pubblici e si è dimenticato che sono parecchi anni che i cittadini italiani chiedono la verità sulla crisi della Fiat.

Dal settimanale “Tempi” infine leggiamo: “Nel quadriennio 1999-2003 Fiat ha ricevuto dallo Stato integrazioni salariali per 1.135 miliardi di vecchie lire, 700 miliardi di oneri per prepensionamenti, 300 per le indennità ai lavoratori in mobilità, 6.059 di finanziamenti agevolati al Mezzogiorno, 328 di contributi a fondo perduto per la legge 488/92, 600 per esenzioni fiscali e 900 per incentivi alla rottamazione in base alla quota di riferimento sul mercato. Totale: solo negli ultimi quattro anni, lo Stato italiano (cioè i contribuenti) ha versato a Fiat sussidi per complessivi 10.000 miliardi di vecchie lire.Guarda caso, è la stessa cifra che, nello stesso periodo, è stata erogata in utili ai membri della famiglia Agnelli e agli altri azionisti.”.

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