Dubbi sul partito unico

La rottura della Margherita e di Rutelli sulla proposta di Prodi della lista unica è un pò speculare a ciò che sta avvenendo anche nel centro-destra. Infatti anche all’interno della Casa della libertà, dopo l’iniziale entusiasmo per la proposta del partito unico o unitario di Berlusconi, cominciano a nascere i distinguo, le perplessità, le proposte di rinvio, specie da parte dei dirigenti di AN e UDC, oltre al no secco della Lega.

I due poli cercano di superare le difficoltà interne invocando l’unità, ma dimenticano i programmi, le culture politiche e soprattutto l’identità.  

D’altra parte le due coalizioni , con l’attuale sistema elettorale (il cosiddetto Mattarellum)  per vincere le elezioni, debbono estendersi fino a comprendere forze fra loro molto diverse, sotto certi aspetti, addirittura  conflittuali. Questo può servire probabilmente soltanto per vincere ma non per governare.

Inoltre ulteriori dubbi sorgono sulla possibilità concreta di fare un partito unico nel centro-destra entro l’estate.

Siamo quindi d’accordo con un articolo apparso in questi giorni sul quotidiano liberale “L’Opinione” che si chiedeva: “Come si può pensare di creare, nell’arco di pochi mesi, un “partito unico” se, nell’arco di oltre dieci anni, non si è riusciti a creare nemmeno il partito di Forza Italia?
Già perché la formazione azzurra versa, oggi, nelle medesime condizioni (in termini di deficit organizzativo, disarticolazione, assenza di meccanismi democraticamente selettivi) che, dal suo nascere, la caratterizzano in senso negativo implicando quella serie di limiti e di contraddizioni che hanno, progressivamente e inevitabilmente, condotto alla crisi da tempo sotto gli occhi di tutti.”

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