Cuba: appoggiamo le forze del dissenso

Finalmente la grande stampa italiana comincia ad accorgersi del sistema dittatoriale esistente a Cuba e delle continue  violazioni dei diritti umani (repressioni, arresti di dissidenti, fucilazioni, mancanza di libertà di stampa e di pensiero).

In questi giorni, relativamente ad una  “Assemblea per promuovere una società civile a Cuba”,  riunione organizzata da alcuni gruppi di dissidenti (Martha Roque, Felix Bonne ed altri)”, il regime di Castro è intervenuto pesantemente espellendo alcuni parlamentari europei, bloccando diversi giornalisti (tra cui l’inviato del “Corriere”), non concedendo il visto ad una delegazione di 18 parlamentari europei. Da qui gli articoli sui giornali.

Finalmente qualcosa si sta muovendo anche sulla stampa italiana.Invece il nostro giornale “Cartalibera” era già intervenuto sull’argomento Cuba  si veda articolo del 3 febbraio u.s. (“Cuba: siamo con Vaclav Havel e non con questa Europa”).

Alcune settimane fa, in occasione della  61° sessione annuale della Commissione per i diritti umani dell’Onu a Ginevra, la Cuba di Fidel Castro, addirittura,  era tornata improvvisamente di moda tra gli intellettuali cosiddetti “progressisti” (ad es. Claudio Abbado, Luciana Castellina, Gianni Minà, Josè Saramago, Rigoberta Menchù, Adolfo Perez Esquivel, ecc.) con raccolta di firme e petizioni a favore del dittatore.  E’ stata una vergogna.

Questi intellettuali hanno completamente dimenticato la repressione in essere sull’isola, le incarcerazioni dei dissidenti politici  e l’assoluta mancanza di libertà di espressione e stampa. 

La sinistra italiana che per anni ha supportato (e per noi giustamente) le donne argentine che protestavano a Plaza de Majo, invece non si è mossa e non si muove per nulla, ha taciuto e tace e non dà alcun spazio sui propri giornali alle così chiamate  “donne in bianco” che, dal 20 marzo scorso,  protestano in silenzio per la liberazione dei loro familiari, imprigionati da una dittatura di sinistra. Tra l’altro, il regime  ha scatenato contro loro delle contro-manifestazioni di donne fedeli al regime, con insulti e slogan.

Secondo le autorità cubane, le contro-manifestanti hanno diritto, mentre le “donne in bianco”  devono restare a casa , perché sono solo delle mercenarie al servizio dell’odiato nemico, gli Usa.

Ora,  su iniziativa di Marta Beatriz Roque, una delle prigioniere politiche liberate recentemente per gravi motivi di salute e soprattutto su pressione di diversi governi europei, è stata presentata a Ginevra un’articolata denuncia di violazione sistematica dei diritti umani da parte di Castro .

Il governo della repubblica Ceca si è mosso a sostegno di questa denuncia .

Il governo italiano cosa fa? Ignora il tutto, come fa la sinistra italiana?

Il Vice-presidente dell’Europarlamento  Edward McMillan Scott ha dichiarato: “L’Europa ha la mano leggera con i dittatori. Dai Caraibi al Mediterraneo, dobbiamo fare di più contro i regimi totalitari. Nessuna concessione, se il regime non cambia qualcosa. L’Europa deve sostenere e finanziare l’opposizione”.

A luglio l’UE dovrà decidere se ripristinare o meno le sanzioni diplomatiche messe in atto due anni fa dopo le pesanti condanne inflitte a 75 dissidenti cubani. Sanzioni sospese nel gennaio 2005 su iniziativa del premier spagnolo Zapatero, dopo la liberazione di 14 dei 75 condannati, sospensione che aveva provocato il nostro intervento citato precedentemente (3 febbraio u.s.).

Alla fine di gennaio il Ministro italiano Fini aveva dichiarato: “ Se a luglio non cambia nulla, l’Unione europea tornerà alla situazione precedente”.

Nonostante queste dichiarazioni, il comportamento del governo italiano, in questa vicenda, ci aveva stupito; il silenzio di Berlusconi, altrettanto.

E adesso?

 

 

© Copyright 2004 Cartalibera

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *