Soldi e potere: una nuova “razza padrona” ?

In queste ultime settimane, oltre la battaglia furibonda per le OPA sulle banche, è in corso anche una guerra “mediatica”  tra i cosiddetti “salotti buoni” del capitalismo italiano e i costruttori-immobiliaristi (Ricucci, Coppola, Caltagirone, ecc.).

Si vedano le polemiche de “Il Sole-24 Ore” e del “Il Corriere della sera”  contro gli intrecci d’affari dei costruttori e immobiliaristi e le banche e le piccate risposte de “Il Messaggero” contro i salotti buoni del vecchio “establishment” finanziario italiano, nonché  le pagine (a pagamento) di contro-informazione giornalistica e le relative querele.

Da una parte i salotti buoni, quelli dove le azioni si pesavano e non si contavano, e che, come ha scritto “L’Opinione”,  ora “pretendono di continuare a comandare come hanno fatto negli ultimi 60 anni pur essendo ormai ricchi solo di debiti e di errori accumulati nel corso di decenni.”. Con il vertice della Fiat che tenta di nuovo di accollare le proprie immense perdite alle banche e allo Stato.

Dall’altra gli immobiliaristi che hanno sfruttato in modo spregiudicato le occasioni della speculazione edilizia sulle aree fabbricabili e della crisi della borsa. I capitali derivanti dalla rendita urbana sono serviti per entrare come azionisti nelle banche, in modo da ottenere più facilmente finanziamenti e poi investirli in altri settori.  Questi immobiliaristi hanno quantomeno i conti in attivo.

Non dimentichiamo però gli intrecci di affari tra questi costruttori-immobiliaristi, attraverso le banche di cui sono soci, e i settori finanziari e assicurativi della sinistra (MPS, Unipol).

Sono in corso rastrellamenti azionari, scalate non trasparenti, assemblee infuocate. Si parla anche di OPA su RCS Media Group per il controllo su “Il Corrire della Sera”.

Il sistema del potere economico-finanziario italiano sta cambiando?

Chi vivrà, vedrà.

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