Maria Teresa d’Austria

5 aprile 2005. Nei due giorni precedenti si è votato per le regionali.

Suona il telefono ed è Luca Goldoni. Dobbiamo sentirci per concordare il nostro prossimo incontro in programma a Saturnia. Come molti sanno, da circa tre anni Luca ed io facciamo coppia fissa e abbiamo messo in piedi una specie di ‘Compagnia di giro’ con il solo, nobilissimo intento di presentare dovunque sia possibile in Italia i nostri libri, sia quelli scritti a quattro mani che gli altri.

“Complimenti per l’ottimo risultato elettorale”, mi dice subito con tono ironico, “Vi restano solo la Lombardia e il Veneto!”

“Va bene così”, gli rispondo, “E’ la rinascita del vecchio e glorioso Lombardoveneto austriaco. Alle prossime elezioni presenteremo una lista unica intitolata all’imperatrice Maria Teresa – anche se il Regno così denominato vide ufficialmente la luce ben dopo la morte di quella illuminata sovrana – e una volta ottenuto il mandato dal popolo chiederemo l’annessione all’impero austroungarico!”

Finita la telefonata – ovviamente dedicata altresì a ben diversi argomenti – mi trovo, come mille volte mi è occorso negli ultimi anni, a riflettere su un fatto: praticamente tutti (amici, semplici conoscenti, lettori…) politicamente mi collocano senza dubbio alcuno tra i sostenitori della Casa delle Libertà berlusconiana.

Ora, è vero, voto costantemente nell’ambito del centrodestra ma in ragione della assoluta necessità per me di votare ‘contro’ le idee e gli uomini della sinistra.

Liberale da sempre (avevo i calzoni corti quando mi presentai nella mitica sede di via Bernascone e mi iscrissi al movimento giovanile sotto gli occhi di Piero Chiara – amico fraterno di mio padre e in seguito mio vero ed unico maestro di vita – all’epoca, segretario provinciale del PLI di Varese), trovo con difficoltà temi e politiche che mi possano entusiasmare anche a destra, ma tant’è.

In verità, vorrei si potesse tornare indietro, ai tempi in cui il tricolore del PLI faceva bella mostra di sè sulla scheda e non importa se poi i voti erano pochi (ricordo la volta in cui raggiungemmo un ‘glorioso’ zero virgola trentanove per cento e mi venne fatto di pensare che eravamo arrivati ai prefissi telefonici visto che proprio 039 è quello di Monza) specie se riguardo all’opinione dei molti si concorda con il grande Oscar Wilde: “Quando la maggior parte delle persone è d’accordo con me comincio a pensare di aver torto”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *