Dagli amici mi guardi Dio…

Come era prevedibile, purtroppo, nell’ultimo confronto elettorale delle regionali,il risultato negativo per l’attuale maggioranza è stato accompagnato da un forte astensionismo e un convinto voto di protesta.

Questo fenomeno è stato a mio avviso sottovalutato dall’analisi del dopo voto, soprattutto perché toglierebbe giustamente un po’ di enfasi alle vittoriose esclamazioni dei rappresentanti del centro-sinistra e costringerebbe tutti gli italiani, indistintamente, a riflettere di più sul futuro prossimo della nostra politica e del nostro Paese.

Il comportamento degli elettori italiani, infatti, più che premiare lo schieramento guidato dall’Ulivo, ha espresso un parere negativo nei confronti della politica dell’attuale governo, e lo ha fatto nell’unica forma possibile quando non ci sono alternative.

Il futuro della politica italiana non potrà risolvere questa situazione di stallo fino a quando si troverà di fronte alla proposta di un falso bipolarismo, in cui in entrambi i principali schieramenti del nostro Parlamento convivono istanze di tipo statalista con altre di tipo liberale, ben confuse dalle varie etichette.

In questo modo, le vittorie future saranno sempre più risicate, basate su incerte e fragili alleanze, mentre l’elettorato perderà progressivamente interesse e fiducia nella politica disertando le urne.

Per vari motivi, inoltre, il fenomeno del falso bipolarismo avrà effetti sempre più deleteri nel futuro del centro-destra. A sinistra, infatti, le istanze stataliste sono di gran lunga prevalenti e quelle liberali non riescono mai a superare pienamente i vincoli ideologici e nostalgici. A destra, invece, dove si concentrano da sempre le maggiori componenti liberali, l’alleanza con partiti di tipo statalista, sono ancora più difficili, come dimostrano i continui conflitti interni alla maggioranza sul programma di governo, che non manca certamente di idee e di iniziative, ma non riesce ad esprimerle, perché deve accontentare troppe parrocchie.

Fin che si tratta di conflitti che avvengono all’interno di partiti guidati da leader politici forti, si può sempre contare sulla loro lealtà reciproca per evitare di rimettere ogni volta in discussione il governo, come ci avevano abituato le patetiche usanze della “Prima Repubblica”, fino alla precedente legislatura.

Purtroppo la legge del falso bipolarismo ha costretto anche l’attuale maggioranza a rimanere in ostaggio del machiavellismo politico di dorotea memoria, che oggi prende forza, guidato dall’opportunità di guadagnare qualche posizione, a costo di contribuire a creare un futuro scenario di sicura sconfitta elettorale.

In una democrazia matura il governo dovrebbe restare in carica fino al termine della legislatura ed essere messo nelle condizioni di attuare il suo programma.

Se la nostra classe politica continuerà a dimostrare – a destra come a sinistra – una prevalente tendenza a costruire sulle macerie dei propri predecessori, non otterrà mai la fiducia necessaria per realizzare una politica dell’alternanza veramente democratica e basata sugli interessi del Paese.

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