E’ il mercato, bellezza !

Parafrasando una celebre battuta di Humphrey Bogart nel film “L’ultima minaccia”, a proposito delle Opa lanciate da due banche estere su banche italiane, si può dire : “E’ il mercato, bellezza!”.

In queste ultime settimane il problema delle OPA lanciate dall’olandese Abn-Amro  sulla Banca AntonVeneta e dalla banca di Bilbao (Bbva) sulla Banca Nazionale del Lavoro, è all’ordine del giorno del dibattito politico.

Venerdì scorso BNL ha deciso di accettare l’offerta spagnola, mentre una serie di rastrellamenti azionari  promossa dalla Banca Popolare di Lodi  rende ancora incerta la possibilità di vittoria per gli olandesi di Abn-Amro, nonostante l’offerta di oltre 6 miliardi di euro.

Sarà comunque difficile per il mercato non accettare offerte così generose. 

A questo punto si è aperto un acceso dibattito non solo con la Commissione europea, ma soprattutto tra coloro che vedono estremamente positiva una maggiore apertura del mercato bancario, più competitività e una riduzione dei costi dei servizi e coloro, invece, che vogliono difendere la “italianità” del nostro sistema bancario, valore non meno importante  del profitto.

Purtroppo il sistema bancario italiano è estremamente frammentato, piccolo non solo per dimensioni, ma anche in termini di efficienza e competitività  e quindi  debole di fronte ai colossi della concorrenza europea.

Purtroppo si scontano errori fatti nel recente passato quando  la Banca d’Italia , in più occasioni,

 aveva praticamente impedito la formazione di diverse aggregazioni: si vedano progetto INA con BNL e Banco di Napoli;  l’Opa del San Paolo con Capitalia;  doppia Opa su Banca di Roma e Comit.

L’ex-commissario europeo Monti invita a “non fare un’acritica difesa dell’interesse nazionale” e diffida quando “personalità politiche e autorità di vigilanza usano lo strumento dell’italianità”.

Affermazione corretta e ampiamente condivisibile

Lo stesso Ministro Siniscalco ha dichiarato “L’italianità delle banche è indifendibile in sede UE.

Banca d’Italia e Consob facciano il loro lavoro  vigilando sui temi della trasparenza, la stabilità e l’anti-trust”.

Detto questo, rileviamo che la reciprocità di accesso nel sistema bancario europeo è spesso sostenuto a parole, ma poi di fatto non applicato

I mercati finanziari ed energetici in Francia e in Germania sono protetti. In Germania il sistema bancario difende vecchie regolamentazioni e relative incrostazioni burocratiche.

In Francia esiste solo un liberismo di facciata. Lo stesso quotidiano “Le Monde” recentemente ha scritto che , in Francia,  su 6 banche popolari, 4 non sono scalabili, perché mutualistiche e sulle altre nessuno è pronto ad accettare un’Opa ostile.

Alcuni anni fa, sono state fatte letteralmente le barricate per bloccare la scalata di Carlo De Benedetti  alla “Societè generale de Belgique” o l’acquisto di Perrier da parte dell’Ifil (Agnelli).

L’Enel non riesce ad entrare in Francia, mentre la francese Electricitè de France è oggi il secondo produttore  italiano di energia elettrica.

Gli oppositori delle due sopracitate OPA ostili sono soprattutto preoccupati per la salvaguardia delle banche popolari e delle casse di risparmio italiane.

Questi istituti raccolgono denaro essenzialmente da piccoli risparmiatori e lo impiegano per gran parte a basso rischio, con prestiti alle piccole e medie imprese.

Le banche di investimento raccolgono capitali per investimenti con un maggior rischio e sono propense a non concedere fidi alle PMI se non a tassi più elevati.

Senza alcun dubbio il mercato italiano è molto interessante per gli stranieri perché è tra i più ricchi in campo europeo, grazie alla elevata propensione al risparmio degli italiani.

Tutto ciò premesso, crediamo  che, nonostante tutto,maggiori investimenti esteri siano sempre ben accetti e possano contribuire ad un più efficace ammodernamento del sistema del credito, ammodernamento che non è propriamente riuscito in questi ultimi 10 anni.

Meglio quindi , come sempre, il mercato.

Secondo Vittorio Terzi, il numero 1 della società di consulenza  McKinsey in Italia, la ricetta è la seguente : “Il prezzo di una banca dipende dalla sua redditività e dal suo patrimonio. Se guadagna poco ed è piccola diventa una preda molto facile da conquistare. Chi vuole mantenere la propria indipendenza  strategica deve lavorare su entrambi i fattori: aumentare la redditività e accrescere la propria dimensione. E oggi la strada della crescita dimensionale attraverso delle aggregazioni è diventato un fattore critico.”

2 comments for “E’ il mercato, bellezza !

  1. 26 luglio 2014 at 01:02

    quello che intendeva dire e8 che la stiora dimostra che i paesi europei hanno fatto grandi passi avanti solo quando erano in grandi crisi, purtroppo. Eh gie0, siamo persino arrivati a fare due guerre mondiali per riuscire ad evolverci un po’ socialmente.Quello che ha letteralmente detto, e8 che i paesi europei per fare i passi necessari a migliorare hanno bisogno di gravi crisi per costringere le politiche vigenti a fare mosse che, seppur impopolari, sono necessarie, e siccome sono impopolari, le varie politiche non appoveranno mai in tempi di “buona”, perche8 perderebbero voti.Monti e8 uno studioso e un insegnante, parla chiaro e dice le cose come stanno. E le cose stanno cosec, purtroppo.Ma se preferite un politico che invece di fare il suo dovere e di dire le cose come stanno continua a dire balle e a prendervi in giro… c’e8 ne8 giusto uno che se n’e8 appena andato… 😉

  2. 6 luglio 2014 at 05:43

    Se9 que no es noticia que la banca espaf1ola esta en pe9simas coneicionds, pero mi pregunta es relacionada con la influencia que tienen las calificadoras en situaciones tan difedciles. realmente califican el estado econf3mico? o sf3lo brindan una opinif3n? ya que es muy grande la influencia que tienen. Saludos,Cynthia Paulina Morales Camacho

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *