Giustizia: così è (se vi pare)

Qualcuno ha detto: nelle aule di giustizia bisogna mettere il motto di Pirandello: così è (se vi pare).

Effettivamente la riammissione della lista Alternativa Sociale di  Alessandra Mussolini per le elezioni del Lazio, ha dell’incredibile, è sconcertante.

Dopo l’esclusione da parte dell’Ufficio elettorale presso la Corte d’Appello per 871 firme false e dopo che il Tar del Lazio aveva respinto due distinti ricorsi, negando la sospensiva richiesta, la quinta sezione giurisdizionale del Consiglio di Stato, con una motivazione ambigua, ha capovolto le decisioni precedenti, riammettendo nella competizione elettorale la lista della Mussolini.

La sentenza del Consiglio di Stato non nega la falsità delle firme, ma solo il modo in cui il Tar del Lazio l’ha accertato. La motivazione, in sintesi, è la seguente: “La falsità delle firme non è stata accertata come prevede la legge”.

Con  questa motivazione, in pratica i giudici dicono: il fatto che le firme siano state falsificate non è influente rispetto alla legittimazione data dall’autenticazione fatta dai pubblici ufficiali (consiglieri comunali, provinciali, ecc.).

In sostanza, come al solito, con un rispetto curialesco della forma si avalla l’illegalità.

Questo enorme pasticcio, molto probabilmente, finirà per invalidare del tutto le elezioni regionali del Lazio.

Inizierà una battaglia infinita dalle conseguenze devastanti, con una serie di ricorsi, contro-ricorsi, appelli a non finire, e questo non solo nel Lazio, ma anche in altre regioni.

Non dimentichiamo inoltre che sulla questione delle firme false è in corso un’inchiesta giudiziaria della Procura di Roma dagli esiti ancora incerti.

Purtroppo anche stavolta siamo tornati a parlare di giustizia.

In ottobre scorso (vedi Cartalibera del 10/10/04), avevamo denunciato il bizantinismo curialesco di alcuni giudici che con certe interpretazioni giudiziarie vanificano i provvedimenti del governo sull’immigrazione clandestina.

Più tardi (vedi Cartalibera del 18/12/04) constatavamo amaramente che tentare di attuare delle riforme sull’impianto e la struttura dell’ordinamento giudiziario è molto difficile: la lobby corporativa dei magistrati  supportata dalla sinistra giustizialista è molto forte.

Siamo sempre stati garantisti, ma certe recenti sentenze poi ci hanno  sempre lasciato francamente molto perplessi (vedi Cartalibera del 18/02/05).

Oggi c’è il caso della riammissione della lista Alterntiva sociale di Alessandra Mussolini per le elezioni del Lazio. A questo punto non parlo dell’ultimo ennesimo avviso di  indagine o avviso di garanzia  su Berlusconi, a dieci giorni dalle elezioni regionali.

Mario Cervi su “Il Giornale”, l’altro giorno, scriveva: “Dai più autorevoli colli e pulpiti arrivano esortazioni quasi quotidiane ad avere fiducia sia nella giustizia sia nelle istituzioni politiche. Piacerebbe tanto, agli italiani, di poter dare ascolto a così nobili suggerimenti. Ma non ci riescono: perché proprio gli intrecci indebiti e torbidi tra la giustizia e la politica suscitano in ogni cittadino un invincibile malessere, una profonda sfiducia”.

 

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