La privatizzazione della Sea in Consiglio Comunale

La recente sentenza del Consiglio di Stato, con la bocciatura delle modifiche allo Statuto comunale, ha praticamente bloccato la privatizzazione del 30% della Sea. Ora mancano circa 600 milioni di euro per le opere pubbliche, tra le quali la linea 4 della metropolitana e la Biblioteca Europea.

Il sindaco Albertini, arrabbiato, ha detto: “E’ una disgrazia sia per la città che per la giustizia amministrativa. Sono sconcertato, avvilito e dispiaciuto. La cosa che sconcerta è che una stessa sezione, con un collegio diverso, ha benedetto la privatizzazione del 35% della società aeroportuale del Comune e della Provincia di Napoli, come nel nostro caso, e lo ha negato a Milano.”

Senza alcun dubbio la situazione è grave; ci va di mezzo lo sviluppo della città.

Ora ci domandiamo: ci sono vie di uscita per superare questa situazione? A detta del Sindaco e di altri responsabili della Giunta sembra di no:  una procedura normale di approvazione richiederebbe tempi e procedure troppo lunghe.

Noi non siamo così pessimisti: secondo il nostro modesto parere, bisogna andare in Consiglio Comunale e far approvare la delibera di cessione della Sea. Certamente non sarà una partita facile, specie di fronte ad una opposizione agguerrita e galvanizzata dal successo del ricorso a suo tempo presentato.

La maggioranza in Consiglio comunale c’è e quindi deve farsi sentire; importante è che tutti i consiglieri di maggioranza siano presenti, e non come spesso succede, assenteisti.

Il coordinatore dell’opposizione in Comune Sandro Antoniazzi ha dichiarato che “le vendite non sono impedite, ma devono passare dall’aula. Se sindaco e giunta non si fidano della propria maggioranza è un problema loro”.

Il problema è questo: ha ragione Antoniazzi oppure no?

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