E’ giusto pagare riscatti ai terroristi iracheni?

E’ giusto che lo Stato italiano paghi un riscatto per liberare i nostri connazionali in ostaggio ai terroristi iracheni? Per la liberazione di Giuliana Sgrena e delle due Simone si parla di circa 10 milioni di euro in totale.

Certo a sentire le dichiarazioni degli ostaggi in questione dopo la loro liberazione – che riferiscono di provare simpatia per la causa dei loro rapitori – viene naturale dire di no, ma cerchiamo (anche se è difficile, vista la loquacità delle “riscattate”), di porre la questione in astratto. E’ giusto pagare in questi casi?

La risposta non è semplice, perché una vita umana non ha prezzo, ma un’analisi razionale ci fa dire che lo Stato non deve cedere ai ricatti.

Questa del resto è stata la strategia che ha consentito di sconfiggere il dilagante fenomeno dei rapimenti in Italia – anzi in quel caso lo Stato è arrivato addirittura ad impedire che i familiari potessero pagare il riscatto. Perché dovrebbe valere una regola diversa all’estero? Non certo perché vi è un sostanziale stato di guerra in Iraq; anzi questa è un’aggravante per chi consapevolmente e liberamente si espone ai rischi del rapimento.

Pagare un riscatto è di fatto un incentivo a compiere ulteriori rapimenti, la dimostrazione che il crimine paga. Nel caso iracheno poi i fondi del riscatto non vanno ad arricchire bande di pastori sardi, ma a finanziare terroristi che hanno già dimostrato la loro inumana ferocia con ostaggi meno fortunati – il che è un ulteriore elemento per sposare la linea della fermezza.

Male ha fatto dunque il nostro Governo a pagare un riscatto anche per Giuliana Sgrena. Berlusconi contava forse di averne un ritorno politico, ma questa volta è andata male. Ci ha rimesso la vita un innocente, Nicola Calipari, mentre  (lui sì) faceva il proprio dovere di servitore dello Stato.

 Abbiamo comunque trovato un bersaglio più odiato di Berlusconi dalla sinistra italiana più faziosa: gli americani. Mentre il premier viene lodato dai suoi avversari per come ha condotto la vicenda Sgrena, il governo americano viene accusato di essere il mandante di un “agguato” ai danni della Sgrena e dei suoi accompagnatori.

E’ probabile che gli americani abbiano gravi colpe nel tragico episodio che ha portato all’uccisione di Calipari, ma se avessero veramente voluto eliminare la Sgrena l’avrebbero fatto. E comunque il Presidente Bush ha dimostrato di volere un’indagine seria e condivisa con il governo italiano sui fatti.

In questa vicenda molti farebbero bene a parlare di meno, e a ragionare prima di parlare. 

 

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