L’alternativa liberale al falso bipolarismo italiano

Oggi la società italiana deve risolvere presto e bene problemi importantissimi, come le pensioni, la competitività delle imprese, il lavoro, l’immigrazione, la salvaguardia dell’ambiente. Questi problemi non sono “di destra” o “di sinistra”. Non hanno soluzioni “di destra” o “di sinistra”. Sono problemi strutturali della collettività e devono essere risolti sulla base di valori di fondo, che conducano a scelte responsabili e non ideologiche.

Questo tipo di problemi si caratterizza dall’essere trasversale a qualsiasi concetto di nazione o di classe, su cui si sono basate le ideologie del secolo appena concluso. Si potrebbe dire che l’affermazione stessa di questi problemi dimostra il fallimento di queste ideologie. Per trovare una soluzione politica ai problemi strutturali, è necessario riferirsi ad un nuovo sistema di valori.

Il nostro attuale bipolarismo, essendo strutturato su contrapposizioni ideologiche, non è più adatto a questo scopo. Si può andare oltre, aggiungendo che il nostro è un falso bipolarismo, che propone una “alternanza senza alternative”, superata sia dalla congiuntura che sotto il profilo ideologico. In entrambi gli schieramenti, infatti, tentano invano di convivere valori di tipo “statalista” e “collettivista” con valori “liberali”, diametralmente opposti, laddove sono quasi sempre i primi a prevalere.

Anche il falso bipolarismo non è più “di destra” né “di sinistra”: entrambi gli schieramenti sono troppo impegnati ad allargare il consenso su basi ideologiche; in questo modo non si possono produrre soluzioni convincenti ai problemi strutturali, limitandosi a proporre compromessi poco convincenti e inefficaci.

Nel panorama del falso bipolarismo, troviamo a sinistra uno schieramento ambiguo e instabile, fondato su legami deboli tra resistenze ad abbandonare ideologie che hanno dimostrato il loro fallimento, nostalgie di tipo centrista-popolare e timide istanze pseudo-liberali.

La destra risponde con un fronte diversificato su alcuni valori di fondo: da un lato il voto di protesta che si riduce ad una proposta di devoluzione, che rischia di ridursi ad una ridistribuzione opportunistica dell’attuale monopolio statalista, dall’altro esistono forti consensi di matrice ideologica, che si esprimono al meglio quando si tratta di opporsi ad un ritorno della sinistra al potere, ma perdono in creatività ed efficacia nelle risposte ai problemi strutturali sopra descritti.

In questo panorama, Forza Italia è l’unico partito nato al di fuori delle logiche della Prima Repubblica, con lo scopo di compiere il superamento di queste ultime attraverso valori liberali, per guidare il Paese verso un rinnovamento della società in senso democratico.

Oggi, purtroppo, il partito di maggioranza rischia di diventare il luogo di uno scontro di potere tra singole personalità, che non condividono i presupposti liberali originari. In questo senso Forza Italia sembra lasciarsi giocare dalla logica del falso bipolarismo, che la costringe a inseguire gli alleati, ricadendo nella logica dei compromessi di tipo consociativo, che hanno trasformato profondamente il programma di governo.

Agli elettori liberali si ripresenta oggi la consolazione di avere molti simboli di riferimento che portano questo nome. Si tratta però di formazioni esigue, che spesso propongono di crescere con la vecchia logica dell’allargamento del consenso su basi ideologiche, come ad esempio l’alleanza elettorale con gli ex socialisti e gli ex repubblicani. Questa strategia, oltre ad essersi già dimostrata modesta e perdente, è stata superata da tangentopoli e dalla fine della Prima Repubblica.

Il programma liberale deve invece indicare soluzioni ai problemi strutturali della collettività, esprimendo chiaramente le motivazioni delle scelte strategiche proposte.

La politica alternativa al falso bipolarismo, deve anche fondarsi su criteri di efficienza. Serve un linguaggio comprensibile, una comunicazione diretta e interattiva con gli elettori e con gli esperti. Aggregare consenso in modo interattivo non significa solo migliorare le idee, ma raccogliere contributi e partecipazione attiva alla definizione dei programmi, per arrivare agli appuntamenti elettorali con obiettivi già condivisi e collaudati.

L’eredità politica dei valori liberali deve essere raccolta e portata avanti dagli uomini storicamente legati al partito liberale, insieme a tutti coloro che sentono il bisogno di partecipare ed esprimere idee costruttive e innovative.

Se nell’attuale partito di maggioranza prevarranno gli originali valori liberali, quest’ultimo rappresenterà molto probabilmente la casa ideale da dove cominciare a rifondare una corrente di forte aggregazione di consenso liberale. Se viceversa dovessero prevalere gli interessi centrifughi e opportunistici delle singole fazioni antagoniste nella scalata alla leadership, sarà probabilmente necessario intraprendere la via più laboriosa e difficile della creazione di una nuova alleanza politica liberale.

1 comment for “L’alternativa liberale al falso bipolarismo italiano

  1. 6 luglio 2014 at 18:28

    That initshg’s just what I’ve been looking for. Thanks!

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