Giorgio Bocca: un cattivo maestro

L’articolo di Giorgio Bocca apparso sull’ultimo numero del settimanale L’Espresso ha dell’incredibile, delirante, qualcuno ha detto demenziale.

In netto contrasto polemico con la relazione dell’On.Fassino fatta all’ultimo congresso dei DS, scrive: “Dire che i veri resistenti iracheni sono quelli che sono andati a votare significa che i resistenti armati, che guidano le autobombe e attaccano la polizia collaborazionista, non lo sono­. Ma questo è un modo di ragionare antistorico, colonialista, che appartiene al moralismo del più ricco e del più forte”. Bocca è scandalizzato perchè¦ molti, anche nella sinistra italiana,  considerano questi kamikaze “presenze demoniache indegne del nome di resistenti”.

Poi aggiunge: “Osama bin Laden, Al Zarqawi, i loro tagliatori di teste, i loro torturatori, piaccia o non piaccia, sono la resistenza come è concepibile in quello che chiamano l’integralismo islamico e anche il risorgimento islamico. Questa resistenza totale e feroce non può essere negata. Sdegno e demonizzazione dell’avversario sono propaganda”.

Di fronte a queste dichiarazioni non ci sono parole.

A dir la verità Bocca non è nuovo a queste deliranti provocazioni.

In gioventù, da fascista e antisemita passò, nel giro di pochi mesi, a resistente partigiano;  è stato socialista e poi feroce anti-socialista; negli anni bui del terrorismo, dopo aver partecipato alla campagna di odio contro il commissario Calabresi, ha sempre  appoggiato i movimenti extra-parlamentari più estremisti,  con un occhio di riguardo benevolo  anche per le brigate rosse.

Un lettore del settimanale che si firma “un vecchio partigiano ANPI”, scrive sul sito ¡dell’Espresso:
”Caro Bocca, dissento profondamente. Chi uccide donne, bambini, vecchi, operatori sanitari e osservatori neutrali in nome di una ideologia folle e completamente antitetica al sentire religioso della Umma (la comunità dei credenti dell’Islam) non merita la qualifica di resistente. La differente latitudine culturale non giustifica il conato distruttivo e autodistruttivo degli uomini, da qualunque contesto storico e geografico essi provengano. Osama e Zarkawi sono nemici dell’umanità: se lei li considera suoi sodali nella lotta all’invasore, auguri. Ma allora, abbiamo un concetto di resistenza diverso.”

Un altro lettore scrive: “Forse sarebbe opportuno che il sig. Bocca prendesse in seria considerazione l’idea di appendere la penna al chiodo.”

Condividiamo.

 

© Copyright 2004 Cartalibera

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *