La Cina è lontana, ma anche troppo vicina

La popolare trasmissione radiofonica “Zapping”, in collaborazione con l’Unicef ed altre associazioni internazionali, da alcune settimane, sta raccogliendo firme ed adesioni per sottolineare e denunciare il fatto che la Cina  – ribaltando il titolo di un vecchio film di Bellocchio del ’67 – è molto lontana da noi occidentali per quanto riguarda la democrazia, la libertà e il rispetto dei diritti umani.

Senza alcun dubbio in questo grande, anzi immenso, Paese asiatico i diritti individuali non sono per nulla rispettati.  Non c’è libertà religiosa, libertà di pensiero, di stampa,  di associazione.

Le esecuzioni capitali sono diverse  migliaia all’anno. Ufficialmente le esecuzioni capitali sono state 6.500 lo scorso anno, in realtà si parla di oltre 10.000.

Per tutti questi motivi la Cina, nonostante i grandi progressi economici, è molto lontana da noi.

Queste denunce vanno fatte e  continuamente ripetute.

Da un altro punto di vista, quello strettamente economico, la Cina è anche vicina, troppo vicina, con i suoi prodotti, con le sue esportazioni. E’ un grande mercato che detta addirittura le leggi della concorrenza a livello mondiale.

La Cina assorbe il 30% del carbone e l’8% del petrolio del mondo. Nelle ultime settimane ha indirettamente finanziato la nazionalizzazione della russa Yukos con 6 miliardi di dollari.

Esporta moltissimo in Europa, quindi anche in Italia, senza un adeguato controbilanciamento dalle importazioni.

Il disavanzo del commercio estero verso la Cina è di oltre 50 miliardi di dollari per l’area Euro e di 75 per l’intera Unione europea. Il recente rafforzamento dell’euro ha accentuato questa situazione.

D’altra parte occorre considerare che la Cina aiuta l’export mantenendo la propria moneta (il “renminbi” – la moneta del popolo) legata artificialmente al dollaro, quindi rispetto all’euro è sottovalutata di circa il 30%.

Di questa situazione, nessuno in Europa dice qualcosa.

La mancanza di una politica fiscale espansiva a livello europeo e la troppo prudente politica monetaria della Banca centrale europea rendono quasi impossibile far fronte a questa invasione di merci cinesi e provocano preoccupanti crisi industriali nei nostri Paesi. Altrettanto poco si fa per le violazioni delle norme sulla proprietà e brevetti.

Gli Stati Uniti invece cominciano a muoversi. Ad esempio, è di oggi la notizia che le imprese americane che producono musica, film e software hanno chiesto all’Amministrazione Bush di avviare un’azione legale contro la Cina presso l’Organizzazione mondiale del commercio (Wto) in funzione anti-pirateria.

L’industria americana stima che circa il 90% della musica, dei film e dei software prodotti negli Usa  e venduti in Cina siano falsi. Questo sarebbe il secondo appello alla Wto contro la Cina per le violazioni alle norme sulla proprietà intellettuale.

D’altra parte lo sviluppo cinese poggia essenzialmente su uno sfruttamento spaventoso dell’uomo, senza alcun rispetto delle leggi ambientali, degli orari di lavoro, dei diritti umani, dei normali standard internazionali.

Padre Bernardo Cervellera, direttore dell’Agenzia Asianews e grande esperto di problemi cinesi, in una recente intervista, alla domanda del giornalista che chiedeva: “Il reddito pro-capite dei cinesi è raddoppiato in soli 10 anni. Come lo spiega?”, risponde secco: “Con lo schiavismo. La Cina conta 120 milioni di arricchiti, 900 milioni di miserabili e 300 milioni di persone alle quali è impedito di fare tre cose insieme – mangiare, vestirsi, abitare – possono sceglierne una sola. L’operaio cinese lavora 15 ore su 24, ha un solo giorno di riposo al mese e la sua paga oraria è di 250 delle vecchie lire italiane. Ben 13,3 milioni di lavoratori sono bambini fra i 10 e i 14 anni. I sindacati liberi non esistono. Nel 2001 gli incidenti mortali sul lavoro sono stati 800.000. Molto spesso gli infortuni non vengono neanche segnalati: per legge vanno denunciati solo quelli con oltre 10 vittime”.

 

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3 comments for “La Cina è lontana, ma anche troppo vicina

  1. Amy
    21 luglio 2014 at 19:27

    Where do you turn with all the money it can save?You will be making your failmies‘ lifestyle much better by investing money or shelling out at other sellers for products and services. You just aren’t screwing any one by using the better cope. That you are being a better steward of the cash and taking care of your very own relatives. And promoting OTHER businesses while using cost savings. Isn’t capitalism excellent?

  2. 6 luglio 2014 at 23:13

    I agree that wouldn’t it be great to asisst local businesses.But with the financial state, our kids has experienced to begin getting what we should need to have in which it is most affordable. Fact of everyday living, specially when you’d like to exist in your suggests.There’s no need to really feel remorseful for taking the best bargain. It is exactly what a free current market is dependant on.Having said that, other areas of everyday living are negotiable. Probably when you indicate the neighborhood enterprise the cost in the home Depot, they will be able to match up them.

  3. 6 novembre 2012 at 17:03

    vai vaffanculo non serve ad un cazzo.

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