Presidente, chieda scusa!

Ammettiamolo, Ciampi non è stato finora un cattivo presidente. Certo non è stato amico della Casa della libertà, ma rispetto a uno Scalfaro appare come un gigante per correttezza e stile. Ma di fronte alle foibe l’ha combinata grossa. Ha detto, occorre “non il rancore, ma un ricordo ragionato”. Ma che aplomb! Che fair play! Che squisita sensibilità! Che scientifico distacco! Qualcuno ancora ci soffre e non perdona? Ma andiamo, su, macchè rancore..  Non erano uomini, donne, a decine di migliaia, torturati e uccisi, storie interrotte: erano povere cose, di cui discutere davanti ad una tazza di tè…Non era un puro orrore, l’odio ideologico ed etnico, ed ancor più il massacro pianificato in perfetto stile sovietico: era una dinamica della storia…

Quando qualcuno, spesso altrettanto strumentalmente, parla dei campi di concentramento nazisti con questo scientifico distacco, gli si dà dell’infame revisionista (e forse non a torto). Forse che Auschwitz vi ispira “un ragionato ricordo”? E Pol Pot? E Katyn  La storia la si legge alla luce dei propri valori, non con spirito da entomologi, ed è vergognoso celebrare una “giornata del ricordo” (delle vittime del nazismo) all’insegna dell’emozione, e la successiva (delle vittime del comunismo) all’insegna dell’anestesia. Ma i crimini comunisti, si sa, non sono crimini: sono “tragedie”, sono “luttuosi eventi storici”, dei quali, stando alle agenzie di stampa, non sono responsabili i comunisti (in questo caso non solo jugoslavi, come molti cercano di far credere in questi giorni, ma anche italiani), ma, avrebbe detto Ciampi, “le ideologie razziste che hanno scatenato la seconda guerra mondiale”. Ma chi glielo ha scritto quel discorso? Presidente si ripassi la storia, e chieda scusa!

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