Ancora sulla crisi FIAT

Vorrei proporre un punto di vista nuovo sul problema drammatico dello sviluppo futuro della Fiat.

Esso nasce da una nuova visione dei processi di sviluppo: essi sono processi di creazione sociale di conoscenza. E’ attraverso questo tipo di processo che è ispirato, profetico, progettuale, partecipativo ed emozionale che si creano imprese sistemi economici, imperi e rinascimenti.

Gli imprenditori, grandi e piccoli, noti e sconosciuti, che hanno creato il miracolo economico italiano hanno attivato, certamente in modo intuitivo ed autarchico, processi di creazione sociale di conoscenza.

Essi hanno  immaginato prodotti che rappresentavano una nuova civiltà. Con queste intuizioni hanno iniziato un dialogo  sia con l’ambiente esterno (con la società) che con l’ambiente interno (la sua organizzazione, cioè la sua rete interna di risorse ed opportunità)  che li hanno portati a trasformare la loro idea iniziale di prodotto fino a generare un prodotto ed una organizzazione (che lo produca e lo venda) “condivisi” .

La Fiat è stata il fenomeno emergente,  simbolo e sintesi, di quel processo di creazione sociale di conoscenza che è stato lo sviluppo del Paese nel dopoguerra.

La FIAT è stato l’attore che ha ispirato e guidato questo sviluppo. Tutto un Paese si è mobilitato per realizzare una società “car centered”. Questo non significa che tutto il Paese si sia messo a fare auto, ma si è messo a sviluppare un sistema di prodotti che “complementavano” (idealmente ed operativamente) quella società che vedeva nell’auto il simbolo della sua identità. Di più lo sviluppo delle infrastrutture, delle norme e della stessa classe dirigente è stato orientato a sostenere una società industriale di tipo “car centered” .

Oggi l’impresa simbolo e significato del nostro sviluppo economico manifesta una crisi rilevante. Le soluzioni che vengono proposte ruotano intorno alla competitività: innovazione tecnologica e di marketing, efficienza dei processi fondamentali. Io credo che queste soluzioni siano senza speranza. La FIAT è in crisi perché, in generale, ha perso di significato la società industriale che vede nei prodotti industriali la concretizzazione del valore e nelle imprese industriali gli attori che producono questo valore. E perché, nello specifico della realtà italiana, sta perdendo di significato una società auto centrica.

La FIAT potrà rimanere simbolo e sintesi della nostra società solo se sarà in grado di ridiventare punto di riferimento di un nuovo e diverso sviluppo del nostro sistema Paese. Cioè se sarà in grado di attivare e portare a sintesi un altro grandioso processo di creazione sociale di conoscenza.

Se non farà questo dovrà accontentarsi di un ruolo molto più limitato.

Probabilmente sarà anche dimensionalmente più limitato con conseguenze sulla sua capacità di produrre valore sociale e di remunerare il capitale (o più semplicemente di restituire i prestiti) devastanti.

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