Formigoni “rompe i Maroni” a Berlusconi

Questa volta Formigoni ha sbagliato tutto. In politica i tempi sono fondamentali: la mossa giusta nel momento sbagliato e, zac, sei al tappeto. Se Berlusconi fosse, in politica, tanto cinico quanto lucido, forse Formigoni sarebbe destinato ad essere tra qualche mese un Formentini qualsiasi, un Segni bis: qualcuno che aveva in mano un poker d’assi ed è riuscito a perdere.

Ma Berlusconi non è un cinico: Formigoni se la caverà con qualche ammaccatura. Forse, per Forza Italia, è una occasione perduta. Il successo dà alla testa, soprattutto quando deriva più da demeriti altrui che da meriti propri, e il Governatore ne è un esempio. E’ un buon Presidente di Regione, che ha avuto la fortuna di non avere interlocutori né in maggioranza né all’opposizione: questo gli ha consentito di colmare un vuoto politico con una occupazione sistematica e asfissiante del potere regionale. Molto ci sarebbe da commentare sulla irrilevanza della sinistra in Lombardia, e ancor di più sulla insipienza di chi avrebbe dovuto curare il radicamento di Forza Italia nella Regione, ed ha invece lasciato che CL con i suoi alleati espropriasse alla politica ed alla società civile tutti i posti di responsabilità. Qualcuno si stupisce dell’acume politico di Formigoni nell’attrarre personalità riformiste nella propria sfera di influenza: ma è un processo inevitabile, perché le personalità riformiste forti (vedi Bassetti) certo preferiscono dividere il pasto con il Governatore piuttosto che il digiuno con Monguzzi o Sarfatti. Soprattutto, è un percorso pericoloso dall’altro, perché conferma il ruolo di Bruto contro Cesare che il nostro si stava preparando a rivestire. Infatti condividere il potere con i “terzisti” (quando non con militanti dell’altro fronte, come l’ex Presidente della Provincia Tamberi), anziché con i propri alleati, è chiaramente il primo passo verso la creazione di quella maggioranza alternativa, quella “occupazione del centro” che molti temono e che sarebbe il primo passo verso la fine non solo di Forza Italia, ma anche del bipolarismo. Ciò che è curioso, è che non solo Formigoni vuole eliminare politicamente Berlusconi, ma vuole che quest’ultimo gli presti gli strumenti e le risorse per farlo: come se Bruto avesse chiesto a Cesare di prestargli un pugnale, per un affaruccio che aveva in mente…

Ma Formigoni ha sbagliato i suoi conti, e su più piani. Innanzitutto aveva anch’egli scommesso, evidentemente, sulla sconfitta del Polo alle prossime politiche, anzi sullo sfaldamento anticipato dello stesso Polo che sarebbe la conseguenza della percepita ineluttabilità della sconfitta. Ma adesso, la debolezza intrinseca della candidatura Prodi, messa in dubbio persino dal “Sole 24 ore”, la chiara e inevitabile difficoltà delle sinistre a darsi un programma coerente, e la ripresa di slancio del Polo a seguito della riforma fiscale mettono grazie a Dio in dubbio questa premessa.

Ha inoltre sbagliato a sopravvalutare il suo ruolo in Lombardia: se per assurdo (o, magari, per scelta Berlusconiana) il braccio di ferro andasse avanti all’estremo, che succederebbe? Il Polo candiderebbe Tremonti o un altro cattolico moderato, la sinistra andrebbe alla sconfitta comunque con quello zombie di candidato che ha scelto (salvo la comica, già ipotizzata dai DS, di sostituirlo se ci fossero chances di vittoria), e Formigoni che fa? Si candida, per perdere, o nemmeno si candida ? E poi? Chi è Formigoni, quando non è più Governatore? Pensa di essere come il Papa, di cui non è il caso di contare quanti divisioni ha? Le truppe del Governatore sono in definitiva poche, e se egli fosse scalzato sarebbero confuse e spaventate: troppi privilegi hanno, e troppa paura avrebbero di perderli per restare fedeli a lui e non al Polo. La Lombardia è moderata, cattolico-liberale, berlusconiana, non formigoniana: lui è una pietra solida, ma non l’architrave dei moderati in Lombardia: Forza Italia vince anche senza Formigoni, mentre (oggi) non vale il reciproco.

Ciò che è imbarazzante per lui, e interessante per noi, è che adesso la cosa è chiara a tutti: e quindi non vi sono ragioni per venire incontro ad alcuna delle sue richieste per le elezioni Regionali. Non solo non ha senso lasciar fare liste autonome al Formigano di Magonza, che le userebbe in futuro contro Forza Italia, ma ha ancora meno senso dare posizioni in Consiglio a suoi fedelissimi, senza che se le guadagnino con le preferenze.

Come terziario francescano, Formigoni sarebbe tenuto ai voti di castità, povertà ed obbedienza. Poichè Berlusconi notoriamente non è interessato ai primi due, non transiga almeno sul terzo.

2 comments for “Formigoni “rompe i Maroni” a Berlusconi

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