La Turchia in Europa?

Sul nostro sito, come avete visto, è iniziato un sondaggio riguardante  l’entrata della Turchia nell’Unione Europea.

Detto argomento è estremamente attuale ed importante e sta dividendo l’opinione pubblica. Da una recente indagine demoscopica infatti è risultato che solo circa un terzo degli intervistati è favorevole, quasi un terzo è contrario, il rimanente è indifferente o non ha espresso alcuna opinione.

Ora senza voler considerare le recenti manifestazioni sguaiate e rozze della Lega, con relative esternazioni abbastanza becere, non si possono però ignorare diverse tesi non leghiste contrarie all’entrata della Turchia , tesi che chiedono soprattutto  una riflessione e un ampio confronto.

Ad esempio: su “Il Giornale “ di domenica 19 dicembre, sono apparsi due articoli, uno contrario di Livio Caputo (“Un pessimo affare”), l’altro favorevole di Mario Talamona (“Più sviluppo e meno paura”).

D’altra parte, abbiamo le posizioni favorevoli del governo Berlusconi, di Fini, di Blair, di Schroeder, e nel contempo rileviamo  la ferma opposizione dei parlamentari della Cdu-Csu tedesca, di molti gollisti francesi (ad esempio, lo stesso Nicolas Sarkozy: “Cosa c’entra la Turchia con l’Europa?”), dei popolari spagnoli, austriaci e olandesi.

 Qualcuno recentemente ha scritto: “ C’è in giro una brutta aria, un venticello da pensiero unico che vorrebbe strozzare sul nascere il dissenso di quanti sono contro la Turchia nell’UE”.

Lo stesso Sarkozy ha affermato: “C’è il rischio di costruire un progetto europeo che non ha più nulla a che vedere col progetto originale della nostra integrazione comunitaria: per non voler destabilizzare la Turchia, noi rischiamo di destabilizzare l’Unione Europea”.

Per il leader del centro destra francese, il problema da risolvere  oggi  “non è tanto quello della Turchia quanto quello della nostra identità in quanto Unione Europea: dobbiamo dire quale Europa veramente vogliamo e sapere se l’Europa ha o no dei limiti geografici”.

La posizione di Berlusconi invece è completamente diversa : sulla Turchia non ci sarà “nessun passo indietro, nessun ripensamento”. “ L’ingresso della Turchia in Europa, con tutta la gradualità e le garanzie previste, è un caposaldo della mia politica estera, perché sarà un bene per tutti.  E poi, ho costruito un rapporto di grande simpatia con un Paese importante che ci è riconoscente e questo porterà anche vantaggi economici per le nostre aziende: Quindi, andremo avanti”.

In sostanza, posizioni “pro” e posizioni “contro”.

Al di là di mosse o tatticismi elettorali, bisogna ora  è riflettere, discutere e confrontarsi su un argomento molto importante per il nostro futuro.  Da qui il nostro sondaggio.

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