Il conservatorismo della sinistra milanese sulle opere infrastrutturali

Nei giorni scorsi è stata inaugurata la stazione di Porta Vittoria che conclude il tratto urbano del Passante ferroviario.

Finalmente dopo 20 anni e con una spesa di 900 milioni di euro, il Passante è finito; la rete ferroviaria sotteranea è stata però completata con tempi incredibili e costi notevolmente superiori ai preventivi.

Ricordiamo che già alla fine degli anni ’80 e agli inizi degli anni ’90, i ritardi e i costi di questa opera erano stati oggetto di diverse critiche, numerose denunce e interventi da parte dei consiglieri comunali liberali di allora, sia in Consiglio comunale che sulla stampa.

Ora bisogna riconoscere che la Giunta Albertini, negli ultimi anni, ha finalmente dato la spinta decisiva per arrivare al completamento dell’opera.

L’entrata in funzione anche di nove linee suburbane cambierà inoltre la situazione dei trasporti e potrà realizzare, nei fatti, la città metropolitana.

Certamente bisognerà accelerare i lavori anche su altre opere infrastrutturali, altrettanto necessarie ed urgenti.

Quello che meraviglia è il comportamento del centro-sinistra milanese e lombardo di fronte a questi grandi progetti, un comportamento conservatore e negativo; infatti si è spesso opposto agli interventi infrastrutturali. 

Ad esempio: ad oggi il centro-sinistra dice:  No alla Brebemi (Brescia-Bergamo-Milano); No alla Pedemontana; No alla Tangenziale esterna; oppure  vuole rimettere in discussione i progetti, addirittura i tracciati.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *