Semplificazione e innovazione per migliorare il sistema Italia

Sembra essere diventato un luogo comune l’associazione tra la mancanza di competitività delle imprese italiane nei confronti dei concorrenti stranieri e la crisi delle nostre industrie. Quasi sempre la responsabilità di questo fatto viene attribuita al sistema paese e si chiede al governo di garantire una maggiore competitività. Così facendo, però, si ottiene l’effetto contrario, perché si aumenta ulteriormente la presenza dello stato nell’economia.

Se proviamo ad analizzare la questione da un differente punto di vista si trovano degli spunti interessanti per una discussione.

Generalizzando volutamente, possiamo affermare che noi italiani siamo sempre stati più bravi ad eccellere nelle attività imprenditoriali creative e innovative, piuttosto che in quelle caratterizzate da grandi organizzazioni e da mercati maturi, quindi dalla competitività.

Oggi sempre più il “made in Italy” è rappresentato dall’attività di imprenditori geniali e da prodotti di assoluta eccellenza (si pensi alla Ferrari e alla moda, per fare il solito esempio).

Seguendo questo ragionamento ci si può domandare se non sia il caso di concentrare le nostre idee per orientare il sistema Italia a creare nuovi modelli di sviluppo.

In altre parole: concentriamoci su quello che sappiamo fare meglio e sfidiamo la concorrenza mondiale sul terreno a noi favorevole.

Una strada possibile è la semplificazione del nostro sistema, dove la minor presenza dello stato dai meccanismi propulsivi è un requisito fondamentale.

Proviamo a pensare ad un Paese dove sia più facile investire, perché lo stato non interviene con complicate leggi e regolamenti preventivi, facendo invece la sua parte nello sviluppo di adeguate infrastrutture e svolgendo un’attività di controllo più precisa e puntuale, più agile e meno costosa. Un modello nel quale si paghino meno tasse, ma sia più facile controllare che le paghino tutti. Un mercato del lavoro meno vincolato, al fine di soddisfare la necessità reale di più posti di lavoro.

Non è necessario inventare da capo questo sistema; sarebbe interessante raccogliere i contributi di tutti coloro che segnalassero esempi di leggi o regolamenti presenti in altri Paesi e che rappresentano dei modelli efficaci di semplificazione dei sistemi; delle specie di ‘best practices’ da provare ad applicare, almeno in linea teorica, anche alla situazione italiana.

Si può pensare a regimi fiscali semplificati, a modelli previdenziali più funzionali ed economicamente sostenibili, oppure ad altre tipologie di mercato del lavoro, non necessariamente guardando i Paesi a noi vicini, ma osservando tutto il panorama internazionale.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *