Premio “Testa de coccio” a Pierluigi Vigna

Come si sa, oggi tutti si dicono liberali. Che cosa questo voglia dire in concreto, però, pare nessuno lo capisca: abbiamo voluto dunque creare il Premio Mensile  “Testa de Coccio” per festeggiare il personaggio pubblico che dimostra, con le sue proposte ed azioni, un livello di ignoranza dei valori liberali e del senso comune significativamente superiore a quello medio, già elevatissimo, presente nel nostro paese.

Il primo vincitore, spiace dirlo, è un magistrato che ci sembrava migliore di altri, non foss’altro per avere evitato sinora posizioni palesemente strumentali e politicizzate a senso unico. Tuttavia, le più recenti dichiarazioni di Pierluigi Vigna, Procuratore Generale Antimafia, ci hanno lasciati allibiti.

Il buon magistrato ha partorito questa proposta: i cittadini taglieggiati dal racket, che non denunciano il ricatto immediatamente alle forze dell’ordine, siano denunciati essi stessi, come complici di fatto dei taglieggiatori medesimi. Non si prevede, pare, la galera, ma una semplice multa, benché salata a sufficienza da scoraggiare il criminoso inciucio vittima-colpevole.

Dunque, il poverino cui si rivolgesse un feroce mammasantissima, avrebbe queste due alternative:

denunciarlo, e confidare sulla tenace solerzia del magistrato nel proteggerlo da omicidi, violenze, incendi e ritorsioni varie, o non denunciarlo, e farsi spolpare prima dal delinquente e poi dallo stato, che gli sfila da sotto il materasso come multa quei quattro euro salvati dalle grinfie criminali.

Al solerte Vigna, che vuole combattere i delinquenti maramaldeggiando sulle vittime, suggerisco comunque per coerenza di non fermarsi qui. Si dovrebbe multare anche il rapinato nella stradina buia che, pistola altrui premuta sull’ombelico, invece di gridare “polizia accorr’uomo” come pare essere politically correct, tremolante consegna il portafoglio. Sanzioni severe, immaginiamo, anche per le vittime di ladri d’auto che non replichino il gesto di quel  poveretto che si avvinghiò per trecento metri alla portiera restandone ucciso. Per le vittime babbione dei truffati suggeriamo qualcosa di più blando, eppur educativo: un cappello d’asino da portare per tutta la durata della pena non scontata dal malvagio. Se c’è un reato, qualcuno deve pur pagare, no? Se non è il criminale, che sia la vittima.

1 comment for “Premio “Testa de coccio” a Pierluigi Vigna

  1. 19 febbraio 2016 at 14:42

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