Alemanno uguale a Pecoraro Scanio?

Un manifesto sottoscritto da 19 società scientifiche italiane, in rappresentanza di 10.000 ricercatori, contro il decreto del Ministro Alemanno in tema di biotecnologie agro-alimentari, sta infiammando in questi giorni la polemica politica.

A ruota è seguita anche una lettera aperta dell’Istituto Bruno Leoni e dell’Osservatorio sulla Bioetica della Fondazione Luigi Einaudi indirizzata al premier Berlusconi per fermare Alemanno; lettera sottoscritta da numerosi ricercatori, giornalisti, uomini politici sia di maggioranza che di opposizione.

In sostanza il decreto Alemanno che praticamente propone di bandire gli OGM (organismi geneticamente modificati) è giudicato “illiberale, antiscientifico e nocivo per l’economia italiana”.

Questo decreto legge vorrebbe impedire la semina di OGM  e consentirebbe solo alcune attività di ricerca, peraltro destinate alla sola tracciabilità e valutazione e non allo sviluppo di nuovi OGM di interesse anche nazionale.

Il Prof. Veronesi, grande oncologo ed ex-ministro della Sanità, ha dichiarato: “I cibi OGM , oggi in commercio, sono assolutamente sicuri, affidabili e innocui. Non nascondono alcun rischio per la salute dell’uomo e degli animali”.

Inoltre, secondo le sopracitate società scientifiche: “Gli OGM sono regolati da un quadro normativo che non ha eguali in campo alimentare e pertanto risultano essere più controllati di qualunque altro prodotto alimentare. Andrebbe perciò abbandonato l’atteggiamento manicheo “pro” o “anti” OGM, a favore di un consenso razionale, perché informato, sul processo e sui prodotti derivati”.

Anziché temere tanto gli OGM, secondo gli scienziati, i consumatori dovrebbero guardarsi da altri pericoli contenuti in molti alimenti.

Dal sito “Prodotti tipici.com” rileviamo: L’ingegneria genetica applicata all’agricoltura permette :

  • la riduzione dell’uso dei pesticidi grazie alla selezione di varietà resistenti ai parassiti;
  • un miglioramento delle tecniche di conservazione del cibo, che riduce l’uso di conservanti artificiali e rende disponibile le derrate alimentari più a lungo;
  • un miglioramento delle proprietà nutrizionali e organolettiche degli alimenti;
  • un incremento della resa delle colture agricole e l’estensione delle coltivazioni in aree inospitali, come quelle desertiche o fredde.

Di fronte alla dura presa di posizione degli scienziati e ricercatori italiani, il Ministro Alemanno si è dichiarato “sconcertato”.

Secondo noi invece, il decreto legge in questione va immediatamente bloccato e rivisto radicalmente.

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