Penati, esordio penoso

Si narra che, alla notizia della morte di Nerone, il popolo romano si sia gettato nelle strade a festeggiare con gran caciara la liberazione dal tiranno. Un vecchietto invece se ne stava composto e perplesso, seduto sulla porta di casa, finchè un passante lo apostrofò: “ma che hai, non sei contento che ce lo siamo levati di torno ?”. Il vecchietto rispose così: “Mah, sai, in verità prima di festeggiare vorrei sapere chi viene dopo!”

Questo aneddoto è bene che sia tenuto presente dai molti detrattori, a ragione o a torto, di Ombretta Colli. Il suo successore, infatti, salutato dai più e dai media come saggio amministratore, ha iniziato il suo mandato con iniziative tali da riconvertire al più fanatico collismo anche il più irriducibile degli Albertini.

Stendiamo un pietoso velo sulla creazione dell’assessorato alla pace e cooperazione internazionale: questa iniziativa idiota ha se non altro il merito di poter ricacciare in gola agli amministratori locali i lamenti e guaiti per i tagli ai fondi degli enti locali. Se ci sono i soldi per creare questi assessorati surreali, evidentemente il governo ha ancora spazio per tagliare.

Ma la novità più penosa, nelle prime settimane penatesche, è la decisione di boicottare la costruzione della BreBeMi, l’autostrada che, collegando Brescia a Milano con un percorso a sud di Bergamo, avrebbe dovuto disingolfare, di qui a tre anni, l’inferno quotidiano della A4 su cui patiscono e invecchiano ogni giorno centinaia di migliaia di poveri pendolari. Pochi o tanti che siano i meriti della Colli, tra questi uno dei maggiori era stato proprio l’aver tramutato l’idea dell’autostrada in progetto, dando concretezza, in accordo con la Regione e con il numero massimo

possibile di enti locali, ad una soluzione che pareva lontana e improbabile. Le ragioni addotte per la marcia indietro da Penati sono fumose e quasi provocatorie: “occorre più dialogo con le realtà locali”. Tradotto: il diritto di veto dei Verdi (3% degli elettori milanesi) o di un paio di sindaci rossi di comuni lillipuziani basterà a far naufragare uno dei non molti progetti che non sarebbero costati nulla al pubblico (sarebbe costruito con il project financing) e avrebbero migliorato la qualità della vita e ambientale di milioni di cittadini lombardi.

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