Liberali di Forza Italia, se ci siete battete un colpo

La verifica politica all’interno della maggioranza governativa, di fatto, non si è conclusa.

E’ stato risolto, in modo efficace e tempestivo,  il problema della sostituzione dell’ex-ministro dell’economia Tremonti con Siniscalco, per tre anni suo stretto collaboratore.

Però le tensioni interne e le pretese dei vari partners non sono  purtroppo terminate.

Il Presidente Berlusconi, nel suo ultimo discorso al Parlamento, aveva cercato di fare una sintesi tra le varie esigenze emerse  ed aveva delineato le linee essenziali delle azioni di politica economica ed istituzionale per i prossimi due anni, con ampie aperture e disponibilità di dialogo verso UDC ed AN. Una serie di veti incrociati sta invece oggi bloccando qualsiasi decisione.

Manovra correttiva e Dpef, federalismo e premierato, riforma delle pensioni e nomina del nuovo commissario europeo sono gli argomenti caldi di questi giorni.

Non dimentichiamo inoltre che dobbiamo fronteggiare una doppia emergenza: il preoccupante rallentamento del ciclo economico e gli stretti vincoli dei parametri di Maastricht e nel contempo rispettare gli impegni elettorali del 2001.

Questa politica di veti incrociati, secondo noi, è puro masochismo della maggioranza governativa.

Concordiamo quindi con il premier Berlusconi quando dice: “Bisogna farla finita con questo clima di conflittualità: una situazione che ci danneggia nei confronti della opinione pubblica…..ci stiamo facendo male da soli”.

Oltre a questo notiamo anche  un arretramento programmatico rispetto alle aspettative del 2001.

Notiamo  con preoccupazione che l’alleanza statalista e assistenzialista sta purtroppo risorgendo.

Tutti parlano, tutti chiedono o pretendono o pontificano: Follini, Buttiglione, Volontè, Baccini, Fini, La Russa, Alemanno, Calderoli, Maroni, ecc.

A questo proposito, nelle settimane  scorse, quando il ministro dell’agricoltura Alemanno era intenzionato a fare le pulci e rifaceva i conti di Tremonti,  qualcuno ha scritto “a noi è scappato un po’ da ridere. Ci siamo detti, oltre alla politica degli “ogm zero” che perfino la vecchia Europa ha ripudiato, ma che in Italia continua ad andare molto di moda, qui succede che la “ rivoluzione liberale “ finisce a tarallucci e partito della rendita statale”.  Concordiamo.

In questa situazione di confusione e di conflittualità, ci siamo chiesti: la componente liberale di Forza Italia dov’è? Cosa dice?

A questo punto, se non vogliamo finire veramente a tarallucci e vino,  i liberali di Forza Italia , se ci sono, devono battere un colpo. Non possono stare sempre zitti.

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