No a ribaltamenti della politica governativa

Il Ministro Alemanno (AN), dopo i risultati delle europee, ha dichiarato alla stampa: “Bisogna azzerare le politiche economiche e sociali del governo. Il responsabile dell’Economia deve cambiare registro. Il Ministero dell’economia è un “vulnus” alla democrazia”.

Il giornalista del “Corriere” commenta giustamente: “Lo dice come se fosse la cosa più normale del mondo”.

Il direttivo nazionale AN poi, tra le richieste prioritarie avanzate per la verifica di maggioranza, non accenna più alla riduzione delle tasse né alla riforma delle pensioni, bensì indica, tra le priorità il “Welfare”, il Mezzogiorno, la concertazione tra le parti sociali..

Solo dopo il sostegno alle imprese si deve verificare se esistono ancora margini per ridurre le tasse. Non il contrario.

Di fronte a questa improvvisa e radicale richiesta di  ribaltamento della politica governativa, c’è da trasecolare.

Comprendiamo  le richieste più che giustificate di maggiore collegialità, del cosiddetto “gabinetto di regia”, di alcune correzioni di rotta sul programma , comprendiamo anche le richieste di un giusto “mix” tra efficienza e solidarietà,  tra sviluppo e garanzie, e di procedere a qualche aggiustamento sulla stessa struttura della coalizione governativa (ministri e non solo sotto-segretari).

Aggiustamenti  sì, ma non terremoti.

Le richieste di AN invece mettono addirittura in discussione la riduzione delle tasse , affossano la riforma delle pensioni.  Sono  un campanello d’allarme preoccupante, perché rappresentano un ribaltamento del programma elettorale del 2001.

Si vuole forse ritornare al passato ? ad una politica assistenzialistica,  alla concertazione che poi scarica i costi degli accordi sulla finanza pubblica?.

La Casa delle libertà aveva vinto le elezioni politiche del 2001  su un programma ben preciso: liberalizzazioni; riduzione delle tasse, taglio delle spese e dei privilegi corporativi, riduzione del peso delle burocrazie pubbliche, riforma del mercato del lavoro, rilancio della competitività e dell’economia.

Ora non possiamo invertire completamente la rotta o annacquare o frenare continuamente le riforme.

L’organizzazione di Forza Italia deve cambiare

I risultati delle ultime elezioni europee evidenziano chiaramente un preoccupante arretramento di Forza Italia rispetto ai risultati delle europee del ’99, ma nel contempo evidenziano anche che, in sostanza,  la maggioranza governativa ha tenuto. Ha prevalso un desiderio di stabilità.

I voti persi da Forza Italia non sono andati a sinistra, bensì agli alleati di governo (UDC,  AN, Lega; Nuovo PSI) oppure sono finiti nell’astensionismo.

La vera batosta elettorale invece è stata nelle elezioni amministrative (regione Sardegna, Provinciali e Comunali). Sono state perse molte amministrazioni provinciali e comunali, e soprattutto grandi città.

Le ragioni di questa sconfitta  sono senza alcun dubbio diverse:  politiche e organizzative.

Ora, per limitarci alle sole elezioni amministrative, occorre dire, con estrema chiarezza, che nell’organizzazione del partito, molte cose non vanno, sia a livello nazionale che locale :

  • scarsa  presenza sul territorio;
  • inesistente dibattito politico interno;
  • gestione delle candidature  molto discutibile e approssimativa.
  • frequenti ed inspiegabili conflittualità interne;
  • esasperati personalismi
  • disinteresse , se non blocco, dei tentativi di rinnovamento o di nuovi contributi
  • scarsa presenza in campagna elettorale di molti rappresentanti istituzionali e dirigenti..

Gli attuali vertici del partito sono stati  riconfermati. Si mettano al lavoro: molto deve cambiare e subito.

2 comments for “No a ribaltamenti della politica governativa

  1. 21 luglio 2014 at 17:21

    Le meilleur reme8de cornte les crampes c’est : du magne9sium, des litres d’eau (en ge9ne9ral tout de suite apre8s le sport) et prend toi un bon bain chaud…Courage….

  2. 5 luglio 2014 at 23:11

    Heckuva good job. I sure apipacrete it.

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