Sindaci e revisori societari in conflitto di interesse

Negli ultimi anni i casi di crack o di malversazione finanziaria si sono fatti sempre più numerosi e in modo preoccupante:  si vedano i casi di BI-Pop-Carire, Bond argentini , Cirio, Parmalat, Giacomelli, Banca del Salento/Banca 121, i titoli MyWay e For You.

Le principali responsabilità di questi fallimenti  e, in alcuni casi, di vere e proprie truffe, nonché dei mancati controlli sono, prima di tutto e senza alcun dubbio, degli amministratori, del management aziendale, dei sindaci e dei revisori dei conti.

Nel contempo occorre non dimenticare e quindi  sottolineare anche  una certa responsabilità di alcuni protagonisti del mondo bancario e finanziario.

In un primo momento (l’inverno scorso, soprattutto dopo lo scoppio del caso Parmalat) i dirigenti delle grandi banche e le stesse Autorità istituzionali (Consob e Banca d’Italia),  si sono limitati a dire  di aver “fatto tutto quello che si poteva fare”, o di scaricare le responsabilità o addirittura di minimizzare.

Successivamente, di fronte alla forte reazione negativa dell’opinione pubblica e alla grave crisi di fiducia dei risparmiatori-investitori che stava emergendo, le banche hanno cominciato a reagire cercando di chiudere positivamente (con rimborsi) le vertenze con i propri clienti.

E questo è stato ed è sicuramente un fatto positivo.

Nel frattempo, il governo ha  predisposto un progetto  di riforma  delle autorità di vigilanza finanziaria , mediante una soluzione “bi-partisan”, cioè condivisa anche dall’opposizione.

Il progetto di legge governativo è  stato sicuramente “un buon punto di partenza”, come è stato detto da più parti, anche se ha  risentito di molte mediazioni trasversali effettuate con i partiti dell’opposizione , ma anche all’interno della stessa coalizione governativa

Quello che manca invece  è qualsiasi riferimento a norme tese  a regolamentare in modo preciso i numerosi conflitti di interesse dei consiglieri di amministrazione, dei sindaci, dei revisori dei conti, delle stesse banche che spesso sono fornitrici di prestiti e allo stesso tempo consulenti finanziari.

Tutto è rinviato a successive deleghe .

Ora per limitarci solo alla questione  dei collegi sindacali e delle società di “auditing”, ci sembra urgente predisporre una serie  di correttivi per fronteggiare certi macroscopici conflitti di interesse e regolamentare la loro attività.

Ad esempio, nei casi Parmalat e Cirio, dato che non crediamo che i sindaci e i revisori in questione fossero degli emeriti sprovveduti, nasce quindi il fondato sospetto che  abbiano mancato clamorosamente nel non  evidenziare ufficialmente i dati e le informazioni in loro possesso, perché erano in palese conflitto di interesse.

La recente riforma del diritto societario, per quanto riguarda il collegio sindacale, va quindi modificata.

La separazione tra l’attività di revisione e quella di consulenza è già normata, ma in realtà tale separazione, spesso, è aggirata  e quindi non rispettata.

Concordiamo con Marco Vitale che , in una recente intervista, ha dichiarato. che occorre rompere il monopolio-oligopolio esercitato dalle quattro o cinque società di revisione americane e forzarlo a dei cambiamenti.  “Gli organi di direzione delle Borse o di supervisione dei  mercati mobiliari europei dovrebbero stabilire che ogni società di revisione non possa seguire più di un limitato numero di società su ogni singola Borsa” oltre che “introdurre una norma che renda chiara e incisiva la responsabilità dei revisori”.

La stessa Commissione Europea presieduta da FritsBolkestein ha emanato una serie di regole ben precise sull’argomento, una proposta di una nuova direttiva sul controllo legale dei conti nella UE.

In sostanza si considera chiusa la fase dell’auto-regolamentazione dell’”audit” e si prevedono nuovi obblighi per le società quotate e per le società con una dimensione o un  numero di dipendenti significativi.

Controlli indipendenti dei conti, responsabilità unica per i conti consolidati, controllo pubblico della professione dei revisori, sistema di assicurazione qualità: sono i punti più importanti della regolamentazione sulla “governance” societaria.

Inoltre, alcune delle disposizioni contenute nella direttiva proposta aiuterebbero i revisori  a resistere alle pressioni indebite dei managers delle società sotto controllo.

Lo stesso Commissario Bolkestein ha dichiarato: “I revisori dei conti sono il nostro baluardo principale contro gli imbroglioni che falsificano i conti: Il caso Parmalat ci ha ricordato che cosa accade quando tale baluardo viene meno.

Nessuno è tanto ingenuo da credere che una direttiva possa fermare di colpo le frodi contabili; non si può abolire il crimine per decreto, ma la nostra proposta introdurrebbe maggiore rigore ed etica nel processo di controllo dei conti, potenziando la difesa cui si affidano tutte le economie di mercato”.

Per dare fiducia all’informativa finanziaria e ai mercati, è quindi necessario porre mano, con sollecitudine,  a queste azioni specifiche di riforma sia pure settoriale.

Ora non vorremmo che anche queste deleghe di provvedimenti correttivi si impantanassero in defatiganti mediazioni parlamentari e finissero di nuovo su un binario morto, nonostante il fatto che tutti, questo inverno, avessero giudicato urgente procedere ad una riforma del risparmio in tempi brevi.

2 comments for “Sindaci e revisori societari in conflitto di interesse

  1. 21 luglio 2014 at 16:56

    Sono pienamente d’accordo con le csdeinorazioni finali e cioe8 che non e8 pif9 tempo di affidarsi a soggetti politici che non sono all’altezza dei compiti importanti da svolgere nel governo degli Enti locali. E’ la stessa modalite0 di partecipazione ad un partito politico che deve essere totalmente rivista. Non possono rappresentare una collettivite0 alcuni soggetti che, oserei dire, non sanno neppure firmare: soggetti che non hanno un livello di istruzione adeguato, che non sanno cosa sia un bilancio, che non sanno leggere e capire una delibera di un Comune, che non capiscono niente di tributi, di finanza pubblica, di servizi pubblici essenziali. E questi soggetti che affollano i consigli comunali e le giunte sono tanti, forse troppi. Questi comportamenti hanno determinato la disaffezione alla politica, anzi il rifiuto da parte della gente dei partiti e dei soggetti che li popolano. Sono diventati odiosi perche8 ignoranti ed indifferenti alle esigenze della cittadinanza, e questi soggetti che dovrebbero governare una citte0 come Napoli sono inadeguati all’altezza dei gravosi compiti di governement di una citte0 metropolitana e sordi delle richieste che provengono dalla base della popolazione cittadina. Fino a quando scaldano gli scranni dei diversi livelli istituzionali senza le opportune competenze amministrativo-contabili saranno sempre pif9 lontani dalla vita comune dei cittadini e saranno sempre pif9 odiosi. Necessita urgentemente un cambiamento.Umberto Mezza

  2. 5 luglio 2014 at 22:32

    Purnima,oops…you are right ! It was Askhay…but not Rahul :-)I always get csenuofd between Rahul and Akshay..! This time too :-)I stand corrected. Thank you !

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