Israele-Bahrein, la pace di Bibi non finisce qua

La storia si è rimessa in moto in Medio Oriente. Ora Israele farà accordi con Oman, Marocco e Sudan. Erdogan e Iran i grandi sconfitti.

La storia si è rimessa davvero in moto e il Medio Oriente rischia di essere in breve tempo positivamente irriconoscibile. Ieri è stato uno strano 11 settembre e dopo 19 anni non si sono solo commemorati i morti del più grande attentato della storia del jihadismo, ma un ennesimo accordo di pace fra Israele e un paese arabo del Golfo.

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Non perdiamo l’occasione di razionalizzare la rappresentanza.

Il tema della riduzione del numero complessivo dei parlamentari è sempre stato presente nei progetti di riforma della Costituzione, a partire dalla Commissione parlamentare per le riforme istituzionali, presieduta dal deputato liberale Aldo Bozzi, Commissione che presentò la propria relazione alle Camere il 29 gennaio 1985. Si era allora nella Nona Legislatura del Parlamento repubblicano. Quella attualmente in corso è la Diciottesima Legislatura.

Ad esempio, la Commissione bicamerale presieduta da Massimo D’Alema nella Tredicesima Legislatura proponeva che il numero dei deputati fosse variabile e determinato dalla legge; ma in ogni caso non inferiore a 400 e non superiore a 500.

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Costi della democrazia e cattiva politica

Italia no per ricchi

Nel mese di novembre del 2005 Cesare Salvi e Massimo Villone, al tempo entrambi senatori del partito dei Democratici di Sinistra, pubblicarono un libro titolato “Il costo della democrazia”; sottotitolo: “Eliminare sprechi, clientele e privilegi per riformare la politica” (Arnoldo Mondadori, Editore).

La scelta del titolo era significativa: non si parlava di “costi della politica”, ma di “costi della democrazia”. La logica implicita in questa scelta è che in un sistema democratico è comunque inevitabile che una parte dei costi dell’attività politica gravi sul bilancio dello Stato e sui bilanci delle Regioni e degli Enti locali. Si tratta, quindi, di ragionare sui numeri. Ciò che, dal mio punto di vista, è inaccettabile è che si adoperi l’esigenza di “partecipazione democratica” come pretesto per giustificare qualunque tipologia di spesa, per un numero sempre maggiore di beneficiari.

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Israele, la pace con gli Emirati è solo l’inizio. Seguiranno Bahrein e Oman

Israele e gli Emirati Arabi Uniti hanno raggiunto un accordo storico che porterà alla piena normalizzazione dei rapporti diplomatici fra i due paesi. Gli “Accordi di Abramo” sono l’intesa diplomatica più importante siglata fra Israele ed un paese arabo dopo l’accordo di pace con la Giordania del 1994.

La portata dell’intesa avrà un impatto di lungo periodo in tutto il grande Medio Oriente cambiando molti equilibri che parevano immutabili e consolidati.

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