I pericoli derivanti dall’attuale carenza del livello qualitativo dei principali statistiti occidentali

senza-titolo-1

Ci pare evidente che il livello qualitativo dei principali statisti occidentali sa, purtroppo, modesto, non si stia elaborando una politica adeguata.
Invero di fronte a quel che appare, anche al più sprovveduto osservatore, l’attacco, forse mortale, in atto da parte del mondo islamico alla civiltà europea che si avvale di due armi: gli attentati, spesso suicidi, e lo spingere migliaia di disperati , moltissimi di fede mussulmana, ad emigrare in Europa sì da sconvolgere l’equilibrio etnico e religioso del nostro continente.
Senza un intervento efficacemente coordinato tra le potenze occidentali la partita è persa perché il numero ci travolgerà come avvenne all’epoca delle invasioni barbariche.

Lo scontro non sarebbe perso se i Governi occidentali riuscissero ad elaborare una strategia sia militare che economico-finanziaria volta ad eliminare le cause del fenomeno.
Forse il costo di una tale strategia sarebbe sopportabile ove si consideri la mole di aiuti profusa, annualmente, a vario titolo dalle potenze occidentali verso i paesi africani e medio orientali.

Karimov, dinosauro postsovietico

karimov

E’ morto il presidente dell’Uzbekistan Islam Karimov. Uno degli ultimi dinosauri, Karimov era membro della Politbureau del Partito Comunista dell’URSS, governava il suo paese come parte dell’impero sovietico, dal 1989. Poi è diventato il primo capo del nuovo Stato independente. Il primo e anche eterno. Per ben venticinque anni Karimov si è comportato da vero e proprio dittatore, con la copertura di “elezioni” che non potevano ingannare nessuno.
La sua parabola è un paradosso postmodernista: da funzionario tipico sovietico, con un retroterra marxista-leninista, a khan potente e astuto che ha cercato di giocare, destreggiandosi fra loro, con tutti i poteri mondiali. Nel 2005 ha fatto uccidere senz’ombra di dubbio centiniaia di civili durante i i disordini interetnici avvenuti nella città di Andizhan. Il suo clan ha concentrato su di sè quasi tutti i beni principali della nazione, tra cui importanti riserve e strutture estrattive di gas naturale.

Caro Renzi, su immigrazione e politica economica sbagli

13/09/2016, Milano, presentazione del Patto per Milano. Nella foto il presidente del Consiglio Matteo Renzi

Renzi ha ragione sul fatto che i leader di Francia e Germania non stiano dando seguito alle loro affermazioni sulla necessità di dare aiuto o asilo ai migranti in modo proporzionato in ambito Ue lasciando poi all’Italia il grosso del problema.

Detto ciò e plaudendo ai principi di fratellanza invocati dal Papa nel sostenere l’aiuto ai migranti e ai più poveri del mondo, è fuori dubbio che se gli altri paesi Ue non faranno la loro parte, la politica italiana sull’immigrazione non potrà più continuare come è stato finora e la nostra guardia costiera non dovrà più continuare a intervenire accettando qualsiasi migrante si metta in mare facilitando così, tra l’altro, l’arrivo di terroristi mascherati da disperati.

I messaggi di Franklin D. Roosevelt a Hitler e Mussolini

birdsof1

Franklin Delano Roosevelt, avvocato, entrato in politica nel 1910, fu prima eletto senatore democratico dello Stato di New York ed in seguito nominato sottosegretario di Stato alla Marina dal presidente Wilson, incarico che mantenne dal 1913 al 1920.

Nel 1921, a trentanove anni, fu colpito da una forma di poliomielite agli arti inferiori che lo obbligò da allora sulla sedia a rotelle, ma continuò a impegnarsi strenuamente nell’ambito del suo partito divenendo nel 1928 governatore dello Stato di New York, carica in cui sarà riconfermato nel 1930.

Alla fine di novembre 1932 fu eletto presidente degli Stati Uniti, battendo largamente Hoover.

Entrato in carica nel marzo 1933 mise in opera un complesso programma di riforme economiche e sociali, note col nome di New Deal, che si estenderanno lungo gli altri suoi due successivi mandati, per risollevare il Paese dalla grande depressione del 1929 fino alla piena ripresa dell’economia nel 1939.

Rieletto per la terza volta alla presidenza alla fine del 1940, si adoperò instancabilmente per allontanare lo spettro della guerra che le politiche ed i discorsi infuocati di Hitler già nel 1938 facevano temere, inviando messaggi di pace al capo del Reich e poi anche a Mussolini.

Sulle polemiche referendarie

renzi846

Parte conclusiva di un articolo di Livio Ghersi sulle polemiche referendarie
“………… Poche semplici considerazioni.
A) Il cambiamento istituzionale non è un bene di per sè, non comporta necessariamente vantaggi per i cittadini. Si potrebbero richiamare tanti fatti storici che lo comprovano. A partire dai tentativi di superare le democrazie parlamentari per stabilire, al loro posto, dei regimi (fascismo, nazismo, comunismo).

B) Qualunque cambiamento istituzionale deve essere pensato per durare per un periodo di tempo sufficientemente lungo. Ci deve essere una stabilità istituzionale, a garanzia della certezza del diritto, quindi nell’interesse dei cittadini. Quando, invece, l’assetto istituzionale cambi frequentemente e si cerchi oggi di realizzare l’esatto contrario di quanto si sosteneva dieci anni prima, l’effetto ultimo non può che essere il malgoverno, la confusione amministrativa, il disorientamento degli operatori economici e dei cittadini. La Costituzione è già stata modificata nel 2001 per dare più poteri decisionali e più autonomia finanziaria alle Regioni, ai Comuni e agli altri Enti locali, nei loro rapporti con l’apparato dello Stato. Si fa riferimento alla legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3, recante modifiche al Titolo quinto della Parte seconda della Costituzione. Dopo tante chiacchiere sul federalismo, e sul federalismo fiscale in particolare, la riforma voluta dal Governo Renzi si orienta in senso diametralmente opposto: più poteri allo Stato centrale, forte ridimensionamento del ruolo delle Regioni.

La ripresa delle attività – Qualche considerazione

renzi

Il 19 settembre p.v. le attività produttive e politiche dovrebbero riprendere a pieno ritmo. Qual è la situazione? In Italia: l’economia, malgrado le dichiarazioni alternanti del nostro Primo Ministro, è, purtroppo stagnante. Il problema del Referendum incide negativamente sul quadro politico e d ostacola l’adozione delle riforme costituzionali, peraltro male impostate anche se necessarie. Il Governo Renzi rischia di cadere qualora l’esito del referendum fosse per lui negativo aprendo una crisi i cui esiti sono difficili da prevedere con gravi conseguenze sull’economia. Sotto il profilo internazionale si assiste ad un’incapacità dei più importanti paesi a risolvere “il problema” ovvero quello dei flussi di disperati dal Centro Africa, dal Nord Africa e dal Medio Oriente e d il revanchismo islamico. Gli Stati Uniti, a causa dell’imminente fine del mandato di Obama, non sembrano in grado di adottare decisioni di rilievo e, visto i precedenti (v. IRAQ), forse non hann o le capacità di afferrare i termini del complicatissimo problema.L’ Europa sembra anch’essa, divisa al suo interno e stanti le prossime tornate elettorali nei paesi più importanti, appare “molto incerta” sul da fare anche perché non ci sono leader di grande statura. Insomma “MALA TEMPORA CURRUNT” !