Un voto liberale a “Più Europa”

In Sicilia, come a Napoli, come penso in genere nel Meridione d’Italia, c’è un proverbio che, nella sua traduzione italiana, suona così: “la miglior parola è quella che non si dice”. Non dire, per non giudicare, per non muovere critiche ad altri, per non scoprire il proprio pensiero, per non schierarsi laddove prendere partito potrebbe essere pericoloso. Insomma, la logica del farsi i fatti propri e campare tranquilli.

La predetta logica non può essere condivisa da chi pensa, invece, che i convincimenti ideali abbiano valore soltanto se ci sono persone in carne ed ossa disposte a manifestarli e difenderli nel dibattito pubblico.

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Nikki Haley al posto di Mike Pence? I precedenti

Di quando in quando, comunque di recente, circola negli USA l’ipotesi di una sostituzione nel ticket repubblicano per il 2020.
Non più Mike Pence nel ruolo di aspirante alla conferma quale Vice.
Al fianco di Donald Trump, invece, l’ex Governatore ed ex Ambasciatore all’ONU Nikki Haley.
Ipotesi al momento azzardata, ma non si sa mai.
Guardando al passato, è già accaduto che in vista di un secondo mandato il Presidente uscente abbia sostituito il proprio running mate.
Il primo caso (anomalo visto il sistema elettorale precedente la riforma del 1804 e quindi differente), concerne Thomas Jefferson che ebbe al fianco Aaron Burr nel primo quadriennio e George Clinton nel secondo.
Poi, davvero particolare la circostanza riguardante John Calhoun.
Vice prima di John Quincy Adams e subito dopo, cambiando cordata, del successore Andrew Jackson, fu sostituito da quest’ultimo nel secondo mandato da Martin Van Buren, primo Vice arrivato alla Casa Bianca immediatamente dopo avere esercitato appunto la funzione vicaria.

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1° Premio Nazionale di Cultura Liberale

La letteratura sul liberalismo è sterminata. C’era proprio bisogno di un concorso letterario per aumentarla? Forse sì, perché oggi, almeno in Italia, è di moda vantarsi di essere liberali e di attuare politiche liberali, ma in realtà la conoscenza del pensiero liberale è poco diffusa e superficiale. Il Partito Liberale Italiano ha deciso di promuovere un premio di cultura liberale, di cui riportiamo il bando per chi fosse interessato a partecipare.

Clicca QUI per scaricare il regolamento

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IN ATTESA DI UNO SHOCK MERITOCRATICO

Se ci si prende il disturbo di ricercare la parola Meritocrazia sui più comuni motori di ricerca si trovano molti più articoli di critiche al concetto che non di sostegno.

In parte questo succede per alcune ragioni dirette ad un idea di Merito troppo elitaria, in parte perché forse non si conosce troppo bene l’argomento.

Sgomberiamo quindi il campo da equivoci: oggi Meritocrazia ce n’è poca, non solo in Italia, forse in tutto il mondo. In più le complessità e novità del mondo digitale e globale non sempre aiutano a fare in modo che ce ne sia di più.

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Costruzione europea

Il 26 maggio 2019 si svolgeranno le elezioni per il rinnovo del Parlamento Europeo. In cinque anni, il tempo trascorso dalle precedenti elezioni europee tenutesi nel maggio del 2014, il mondo della politica è profondamente cambiato.

1) È cambiata l’Unione Europea. I cittadini del Regno Unito hanno deciso, a maggioranza, che il proprio Stato esca dall’Unione. Il Regno Unito aveva aderito alle Comunità Europee l’1 gennaio del 1973. Aveva preferito però mantenere una posizione distinta e, in particolare, non aveva fatto propria la politica di integrazione monetaria avviata con il Trattato di Maastricht del 1992. Così, mentre la maggioranza degli Stati Membri ha adottato l’euro, moneta circolante dal 2002, a Londra è rimasta la sterlina. Il Regno Unito è parte integrante dell’Europa, dal punto di vista storico e culturale. Molti valori della nostra civiltà hanno fondamento nell’esperienza inglese. Si pensi alle garanzie della libertà personale, già affermate dalla Magna Charta Libertatumdel 1215, e più precisamente normate nell’Habeas Corpus Actdel 1679.

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Ricette sbagliate e cattivi maestri: la patrimoniale di Landini

In una lunga intervista su Repubblica, il capo della Cgil Maurizio Landini invoca una grande patrimoniale (la chiama “tributo di equità contro le disuguaglianze”) per finanziare “un piano straordinario di investimenti pubblici e privati”. Quale gettito si aspetta Landini? “I conti si faranno ma credo una quantità tale da consentire un vero piano di sviluppo”. E perché attingere proprio ai risparmi degli italiani? “Basta aprire gli occhi per vedere come le disuguaglianze siano cresciute enormemente”.
La proposta di Landini fa venire in mente l’aforisma di Henri Louis Mencken: “per ogni problema complesso esiste una risposta chiara, semplice e sbagliata”.

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