La sinistra da libertaria a bigotta

 
La sinistra si è fatta autoritaria, triste, risentita: vive di delazioni, risentimenti, questure e tribunali, marche da bollo e museruole d’ordinanza
Le vicende di questi giorni, che vedono i progressisti schierati a difesa delle misure più repressive (a partire dal carcere domiciliare imposto agli italiani dalle ore 22 alle 5), confermano quanto è chiaro da tempo a chi ha occhi per vedere: e cioè che non rimane più nulla di quella sinistra libertaria e contestatrice che aveva confusamente animato il dibattito politico degli anni Sessanta.

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La crisi di Alitalia? Un successo del mercato

La crisi di Alitalia è l’altra faccia della medaglia della crescita del mercato aereo dovuta alla liberalizzazione. La concorrenza più intensa ha favorito i viaggiatori a spese dei contribuenti italiani, che hanno sostenuto i costi della compagnia.

Traffico aereo dopo la liberalizzazione

La crisi ormai ultraventennale di Alitalia non è “un rebus avvolto in un mistero all’interno di un enigma” come potrebbe sostenere qualche appassionato di Winston Churchill, ma la conseguenza della liberalizzazione europea del trasporto aereo – che in un paese come il nostro, caratterizzato da un vettore tradizionale debole, mal gestito e impossibilitato a crescere, ha permesso un livello di concorrenza che non trova riscontro in nessun altro paese di grandi dimensioni.

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Si è costituito il Comitato “Via le mani dall’inoptato”.

Si è costituito il Comitato “Via le mani dall’inoptato”. E’ formato da  associazioni di ispirazione laica, quali ArciAtea, Campagne Liberali,  Critica Liberale, ItaliaLaica.it. , Laici.it, LaicItalia, MontesarchioLib, MovLib, Non Credo e ha 19 portavoce di  tutto il paese, Mauro Antonetti, Paolo Bancale, Mario Bolli, Antonio Colantuoni , Carla  Corsetti, Edoardo Croci , Giulio  Ercolessi ,  Giacomo  Grippa, Vittorio Lussana, Enzo Marzo,  Riccardo Mastrorillo , Raffaello Morelli, Pietro Paganini, Michael Pintauro , Valerio Pocar, Francesco Primiceri, Mirella Sartori, Carmela Sturmann, Ciro Verrati. Il neo nato Comitato ha il solo scopo  di eliminare l’ultimo  periodo  dell’art. 47 c. 3 della legge 222/1985 che  riguarda la distribuzione  dell’8xmille inoptato della dichiarazione IRPEF.

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La riforma del fisco di Draghi spiegata dall’esperto

Intervista a Nicola Rossi, professore all’Università di Roma Tor Vergata e membro dell’IBL
AGI – Una riforma del fisco a 360 gradi che non si fermerà all’Irpef ma riguarderà anche le tasse sulla casa e gli sconti fiscali e sarà orientata alla crescita. È questa la strada indicata da Mario Draghi secondo Nicola Rossi, economista e professore ordinario di Economia politica all’Università Tor Vergata di Roma, ex consigliere economico della Presidenza del Consiglio e del Tesoro ed ex parlamentare.

“La parte delle comunicazioni programmatiche del presidente del Consiglio sul fisco è totalmente condivisibile e ha il grande pregio di essere una dichiarazione di carattere metodologico: Draghi ci ha detto come si fa una riforma del fisco, ha segnalato con chiarezza che il fisco è un’architettura complessa perché non ha il minimo senso incidere su questo o quell’aspetto senza tenere conto di quelli che sono gli equilibri dell’intero sistema fiscale”, spiega Rossi in un colloquio con l’AGI.

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Torturare la statistica finché non suggerisce il lockdown

Un’inchiesta pubblicata dal quotidiano tedesco Die Welt non ha ricevuto la dovuta attenzione del pubblico, nel corso dell’ultima settimana. Il governo tedesco, a marzo 2020, avrebbe chiesto all’Istituto Robert Koch di calcare la mano sulle stime dei possibili morti per Covid, così da avere mano libera sul lockdown. Non è il primo caso, anche nel Regno Unito, per non parlare dell’Italia, le statistiche sono state usate per spaventare e ottenere il consenso su politiche impopolari di limitazione della libertà

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