L’89% degli italiani è favorevole ad un’Italia CO2 neutrale entro il 2030!

Un recente sondaggio della società di ricerche di mercato Eumetra di Renato Mannheimer, riportato sul sito www.eliminareglisprechi.it, rivela che gli italiani sono ben consapevoli dei rischi del cambiamento climatico e chiedono alla politica di agire in modo molto più incisivo di quanto non sia avvenuto finora.

L’89% degli intervistati è infatti molto favorevole o favorevole a mettere al bando l’uso dei combustibili fossili entro il 2030 (e i contrari sono solo il 7% con un 4% di non so).

Tra i molto favorevoli prevalgono le donne, il Sud d’Italia e le persone con livello di scolarità media o bassa, probabilmente i soggetti potenzialmente più colpiti.

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Mi dissocio. Astenendosi sulla mozione Segre, Forza Italia è caduta in trappola

Assieme ad altri colleghi di Forza Italia, ho sentito il dovere di dissociarmi dal voto espresso nell’aula del Senato dal mio gruppo politico sulla cosiddetta Commissione Segre. L’ho fatto per due questioni, una di merito, una di forma.

Nel merito, la mozione presentata dalla maggioranza per l’istituzione di una “Commissione straordinaria per il contrasto di fenomeni di intolleranza, razzismo, antisemitismo e istigazione all’odio razziale” non presentava particolari motivi di contrarietà. Da liberale, ero e resto contrario ai reati di opinione, ma la verità è che tali reati sono già sanzionati dal nostro codice penale (per esempio nel caso di chi nega il fenomeno storico della Shoah) e la mozione Segre non lasciava intendere l’intenzione di introdurne di nuovi.

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Commissione Segre – Il Tribunale del Bene un pericolo da evitare

Davanti alle provocazioni di alcune anime perdute, ispirate all’antisemitismo più volgare, la reazione della politica è stata, ancora una volta, ispirata a un verbosa e burocratica iniziativa con la quale si auspica la creazione di una Commissione di “controllo e indirizzo” con il vasto ed evanescente programma di contrastare il razzismo in genere e l’antisemitismo in specie. 

Il rispetto che nutriamo per la sua prima firmataria, e tutto ciò che rappresenta, non ci esime da alcune considerazioni critiche di ordine giuridico e politico. Giuridicamente parlando, infatti, gli strumenti per reprimere l’incitazione all’odio razziale esistono già, ed anzi si accavallano in una proliferazione normativa che ne rende persino difficile l’applicazione. 

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LA SCOMPARSA DI LUIGI CALIGARIS – Un liberale a cavallo, anche dei tempi

“Luigi Caligaris, ufficiale di cavalleria”, com’è stato scritto nel suo necrologio. Era il mio generale preferito. Non poteva essere altrimenti: era sostenitore della Scuola di Liberalismo e socio recente della Famija Piemontèisa – Piemontesi a Roma. Se n’è andato il 17 ottobre, a 88 anni, in punta di piedi ma con uno struggente sottofondo musicale: il Silenzio suonato in chiesa dal trombettiere dei Lancieri di Montebello.

Entrato all’Accademia di Modena nel 1953, dopo una lunga carriera militare sulle orme d’un suo vecchio zio (il generale Eugenio), nel 1982 divenne capo ufficio per la politica militare dello stato maggiore della Difesa e consigliere per le strategie militari della Nato.  Lasciò l’Esercito da generale di brigata e abbracciò una nuova professione in linea con la sua esperienza precedente: quella di analista ed editorialista di politica internazionale. Divenne un volto popolare come commentatore televisivo della Guerra del Golfo. Poi “scese in campo”.

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Premio “Controcorrente Luca Hasdà” 2019 a Stefano Parisi

Il Premio “Controcorrente Luca Hasdà” 2019 è stato assegnato oggi a Stefano Parisi.

Il premio, assegnato annualmente dalla redazione del giornale on line Cartalibera vuole ricordare  la figura anticonformista del giovane politico liberale Luca Hasdà, scomparso 24 anni fa. È dedicato a chi si è maggiormente “distinto per la capacità di operare in modo etico e socialmente utile, anche a costo di scontrarsi con interessi e poteri consolidati”.

A Parisi il premio è stato assegnato con la motivazione “di saper interpretare in modo attuale i valori liberali, mettendo in evidenza i benefici sociali di politiche in grado di rilanciare la crescita del Paese lontano da facili populismi. I richiami a mercato, merito e responsabilità individuale della sua azione sono un messaggio di freschezza in una palude di vecchie ideologie e nuovi opportunismi.”

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Trudeau vittima del suo stesso antirazzismo

Le elezioni in Canada si terranno il prossimo 21 ottobre. Il leader dei liberali canadesi Justin Trudeau, è nei guai. Il Time Magazine ha scoperto un capitolo oscuro del suo passato. Non si parla né di tangenti, né di scandali sessuali. In questo caso di oscura c’era solo la tinta del suo volto: Trudeau si era travestito da nero a feste in maschera

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