Foibe ed esodo: io non scordo

foibe-1170x780

Varese 10 febbraio 2017

Giorno del Ricordo, Aula Magna dell’Università dell’Insubria.

Allocuzione di Pier-Maria Morresi, presidente del Comitato provinciale di Varese dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia. Consigliere nazionale ANVGD.

Sono trascorsi settant’anni da quando 350mila giuliano-dalmati sopravvissuti agli eccidi comunisti abbandonarono con ogni mezzo la loro amata terra, sperimentando la tragedia dello sradicamento totale e collettivo.

La maggior parte di loro è morta senza avere non dico giustizia, ma almeno il sacrosanto diritto di veder riconosciuto il proprio immane sacrificio.

Chiedo in prestito le parole al presidente emerito Giorgio Napolitano: “La tragedia di migliaia di italiani imprigionati, uccisi, gettati nelle foibe assunse i sinistri contorni di una pulizia etnica”, ha detto nel 2007, rompendo dopo 60 anni la cortina del silenzio.

Quando il proporzionale si rivela una trappola

Sistema-maggioritario-Differenza-tra-sistema-maggioritario-e-sistema-proporzionale

Alcuni amici liberali mi hanno fatto intendere di non condividere la mia insistenza per un ritorno ad una legge elettorale basata sui collegi uninominali, come erano la legge n. 277/1993 (per la Camera dei deputati) e la legge n. 276/1993 (per il Senato), sia pure con le modifiche che ho proposto. Perché — mi si obietta — non attestarsi, invece, sulla difesa di una legge elettorale proporzionale che, nelle attuali condizioni d’incertezza, finisce per garantire tutti, non penalizzando particolarmente alcuno? Prova provata di tale convenienza è che il proporzionale sembra mettere d’accordo forze politiche tanto distanti quali sono Forza Italia di Berlusconi, da un lato, ed il Movimento Cinque Stelle, dall’altro. Diamo a ciascuno la propria fetta di rappresentanza parlamentare, in misura proporzionale al consenso ricevuto dagli elettori, e tutti saranno contenti.

Canta che ti passa

sanremo

Il “FESTIVAL DI SAN REMO” sta ipnotizzando milioni di Italiani.
E’ lo specchio del livello culturale medio del nostro paese.
E questo è scoraggiante.
Le banalità sonore e testuali abbondano.
Nel frattempo la lista dei nostri malanni non decresce.
In primis il fardello del debito pubblico.
Il “debito pubblico” (v, Carlo Cottarelli -“IL MA CIGNO”, ed. Feltrinelli, marzo 2016), stando ad una nota che figura sul sito del Ministero dell’Economia e delle Finanze, è pari al valore nominale di tutte le passività lorde consolidate delle amministrazioni pubbliche (amministrazioni centrali, enti locali ed istituti previdenziali pubblici). In sostanza si tratta di quello che le amministrazioni pubbliche hanno preso a prestito.

La sentenza sulla Brexit è una lezione per l’Europa

UK_EU

Come racconteranno un giorno gli storici la sentenza della Corte Suprema britannica sulla Brexit? Come il canto del cigno della democrazia rappresentativa occidentale, prima del suo definitivo abbattimento in nome del ‘popolo’, o come l’evento che segnò il suo rilancio? Forse non accadrà nessuna delle due cose, perché la realtà sa essere meno netta e più ambigua, ma questa decisione rappresenta senza dubbio il discrimine tra una visione e un’altra.

Il vizietto del cavallo Incitatus

corte-di-cassazione

Dopo la sentenza della Corte Costituzionale, i giochi sulla legge elettorale non si aprono — come gli organi d’informazione di massa vorrebbero farci credere — ma sono, sostanzialmente, chiusi. L’intervento censorio sulla legge per l’elezione della Camera dei deputati è stato preciso e chirurgico. La Corte ha eliminato il turno di ballottaggio e ciò è razionale, perché la legge n. 52/2015, nel sostituire l’articolo 83 del Testo unico n. 361/1957, si era limitata in proposito ad affermare quanto segue: «si procede ad un turno di ballottaggio fra le liste che abbiano ottenuto al primo turno le due maggiori cifre elettorali nazionali e che abbiano i requisiti di cui al comma 1, numero 3)». L’unico requisito indicato al predetto comma 1, numero 3), è l’aver conseguito, sul piano nazionale, una cifra elettorale non inferiore al tre per cento del totale dei voti validi espressi. Ciò significa che, con un ballottaggio così concepito, si rischiava di assegnare 340 seggi della Camera dei deputati ad una lista anche poco votata al primo turno di votazioni (problema che si poneva, in particolare, per la lista arrivata seconda al primo turno).

“Commune periculum concordiam parit” (= il pericolo comune genera la concordia”; proverbio)

116

In tutti i proverbi (che nella sostanza si assomigliano in tutte le lingue) vi è un fondo di saggezza.
L’Italia sta attraversando una congiuntura molto difficile: il PIL non cresce e così l’occupazione, l’Unione Europea rischia di disfarsi e non è pertanto da escludere un ritorno alle barriere doganali.
Sotto il profilo dei rapporti internazionali più allargati l’avvento dell’era Trump potrebbe poi complicare il quadro.
Inoltre la pressione dei profughi dall’Africa e dal Medio Oriente si esercita fortemente sulle nostre frontiere.
Solo un Governo forte può “tentare ” di affrontare e risolvere siffatti, enormi problemi.
Un Esecutivo per essere forte deve essere composto da personalità di altissimo livello e d’indiscussa onestà. In altri termini ci vorrebbe un Governo “veramente” di salute pubblica il quale abbia l’autorevolezza per lanciare un appello alla concordia.