Compagnie aeree: chi non innova resta a terra

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Alitalia, Air Berlin, Ryanair e Monarch: cosa hanno in comune queste quattro compagnie aeree in crisi? I modelli di business sono diversi, così come le dimensioni. Ma condividono il fatto di non aver saputo adeguarsi alle nuove richieste del mercato.

Quattro compagnie, quattro crisi diverse

Grandi turbolenze hanno interessato i cieli delle compagnie aeree europee negli ultimi mesi.

Prima Alitalia, poi la cugina tedesca Air Berlin, quindi persino Ryanair e infine Monarch. Cosa hanno in comune le quattro crisi? In apparenza molto poco, a parte il fatto di manifestarsi nell’anno migliore per l’aviazione mondiale ed europea dalle Torri gemelle a oggi.

USA: Il “caso Jewell”

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Implicazioni relative alla ‘Linea di successione presidenziale’ e connessioni quanto al ‘Sopravvissuto designato’

Non che sia accaduto solo a Sarah Margaret ‘Sally’ Jewell Roffey, no.
Ma esaminare il caso che la riguarda dà modo di articolare in merito ad alcune specificità costituzionali e legali USA di qualche notevole conto.
Orbene, ‘Sally’, nel corso del secondo mandato presidenziale di Barack Obama, ha ricoperto l’incarico di Segretario (Ministro, nel nostro gergo politico) agli Interni.

Il grande problema dell’Italia: il debito pubblico

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Il debito pubblico è a nostro parere, tra i primi problemi dell’Italia.

Il debito pubblico si forma perché le spese dello stato sono maggiori delle sue entrate. Si manifesta attraverso le obbligazioni emesse dal tesoro.

Quasi tutti i paesi sviluppati hanno visto crescere la spesa pubblica a partire dagli anni sessanta. Cionondimeno i paesi che hanno registrato una crescita delle imposte( le quali servono a far fronte alla spesa pubblica) la quale non si discosta troppo dalla crescita della spesa hanno debiti contenuti.

Altri paesi, per contro, hanno avuto spese in veloce aumento con imposte che crescevano lentamente. Donde disavanzi notevoli che, accumulati negli anni, hanno generato un notevolissimo debito.

SOCIALISTI, EBREI, RIVOLUZIONARI: LA STORIA DEL BUND

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Questo interessantissimo volume scritto da Massimo Pieri e recentemente pubblicato dall’editore Mimesis tratta di un argomento sicuramente poco noto ai lettori italiani, ma non per questo meno importante per la storia del socialismo rivoluzionario: il Bund, ovverosia l’Unione dei Lavoratori Ebrei di Russia, Polonia e Lituania e cioè il movimento socialista rivoluzionario ebraico, fondato a Vilna (Vilnius) nell’ottobre del 1897, molto attivo nelle province nord occidentali dell’impero zarista ad altissima presenza ebraica askenazita e decisivo anche per la nascita di poco successiva, nel marzo del 1898, del Partito Operaio Socialdemocratico Russo (POSDR).

Statua dedicata a Piero Chiara e a Guido Morselli

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Comunicato

di Mauro della Porta Raffo nella veste di presidente d’onore della ‘Associazione Culturale Varesepuo’, Società Varesina di Lettere, Arti e Scienze’.

Varesepuo’, Società Varesina di Lettere, Arti e Scienze, per iniziativa del Presidente d’onore MdPR, ha in progetto di realizzare un gruppo scultoreo che rappresenti Piero Chiara e Guido Morselli intenti a questionare – come accadeva – seduti a un tavolino del mitico e storico Caffè Zamberletti, in corso Matteotti a Varese.
A tale fine, a partire da sabato 26 agosto darà il via a una raccolta fondi.
Molte (conferenze, dibattiti, aste, concerti, recital e quant’altro) le iniziative che vedranno coinvolti attori, cantanti, giornalisti, scrittori, saggisti, eccetera.
Più avanti, le varie iniziative saranno debitamente preannunciate.
Peraltro, dal predetto sabato 26 agosto, ogni fine settimana settembre compreso, dalle ore 10.30 alle 12.30, possibilmente nello stesso corso Matteotti e comunque in zona centro, Mauro della Porta Raffo sarà presente, al fine della raccolta fondi, con due diverse proposte.

Ci vediamo stasera in piazza Arafat, assassino

A Palestinian holds a banner depicting the late Palestinian leader Yasser Arafat during a rally in the West Bank city of Ramallah marking the third anniversary of his death in this November 11, 2007 file photo. Arafat was poisoned to death in 2004 with radioactive polonium, his widow Suha said on November 6, 2013 after receiving the results of Swiss forensic tests on her husband's corpse. REUTERS/Oleg Popov/Files  (WEST BANK - Tags: POLITICS CRIME LAW)

Prima che una piazza o un parco pubblico di Roma vengano intitolati – per iniziativa dell’amministrazione capitolina – alla memoria di Yasser Arafat, prima che diventi un’abitudine vedersi la sera in piazza Arafat, magari per un aperitivo o una passeggiata, sarebbe utile ricordare il rapporto che il leader palestinese ha avuto con la città di Roma e con i suoi abitanti.

La mattina del 9 ottobre del 1982 cinque terroristi palestinesi si diressero verso la Sinagoga di Roma. Quel giorno si celebravano lo Shemini Atzeret e contemporaneamente il Bar Mitzvah di alcune decine di adolescenti. Alla Sinagoga c’erano più di trecento persone, moltissimi erano bambini e ragazzi. I cinque si disposero in modo da poter bloccare le vie di fuga, e quando un agente della sicurezza della Comunità Ebraica Romana chiese a due di loro di identificarsi, lanciarono alcune bombe a mano e cominciarono a sparare raffiche di mitra in direzione della folla. Alcuni minuti di raffiche ed esplosioni, prima che i cinque riuscissero a dileguarsi in auto.