Turismo e terrorismo jihadista

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Perché i terroristi jihadisti attaccano i luoghi del piacere (Bataclan, Promenade des Anglais, ecc.)?
Perché vogliono danneggiare l’economia turistica, perché vogliono mostrare potenza e reclutare nuovi adepti, perché odiano la promiscuità dei luoghi turistici in cui si concretizza sul piano ricreativo un principio liberale: la libertà di scegliere e di vivere secondo desideri individuali, praticando, alla Mandeville, i ‘vizi’. I luoghi del turismo diventano, nel momento drammatico della perdita, aspetti di una civiltà che ha rifiutato il proibizionismo dei moralizzatori (preti, marxisti, multiculturalisti ecc.) e ha messo in equilibrio con le ferie pagate tempo libero, consumi e lavoro.

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Indro Montanelli nel quindicinale della dipartita

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Indro Montanelli veniva a morte il 22 luglio 2001, quindici anni fa. Un numero infinito di persone, dopo la sua dipartita, ha voluto ricordare, spesso inventandoli, momenti vissuti accanto a lui. Nell’articolo che qui ripropongo aggiornato, a suo tempo pubblicato da Il sole 24 Ore, spiego, invece, come e perché, malgrado i rapporti avuti e l’invito ricevuto, io non l’abbia mai incontrato di persona.

Pochi giorni e, incredibilmente, saranno trascorsi quindici anni da quel 22 luglio 2001 nel quale Indro Montanelli chiuse per sempre gli occhi.

NIHIL SUB SOLE NOVI (=Niente di nuovo sotto il sole)

Ci sono alcune situazioni storiche che, anche se con modalità diverse, sostanzialmente si ripresentano.

L’Europa nel nel XIV ° secolo vide l’espansione dell’impero ottomano e dell’Islam nei Balcani; nel XVI ° secolo fu minacciata seriamente nel secondo assedio di Vienna del 1529 e in occasione dello scontro navale di Lepanto del 1571.

L’unità delle potenze cristiane consentì di resistere e vincere.

Erdogan e la Turchia dopo il weekend dei colpi di stato

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Per la Turchia è stato il week-end del golpe. Anzi dei golpe. Rimangono fin troppi dubbi sulle dinamiche ma, visto che difficilmente la verità verrà mai a galla, soprattutto con 3.000 magistrati sollevati dalle loro funzioni, vale la pena provare a guardare al futuro e cercare di capire cosa potrà succedere alla Turchia dentro e fuori i propri confini.

Partiamo dalla situazione interna. Se a poche ore dal fallito golpe operato da una parte delle forze armate alcuni analisti, particolarmente ottimisti, avevano sperato in un atteggiamento più volto all’unità nazionale e quindi mitigato di Erdogan, il presidente li ha ampiamente disillusi. La reazione del Capo di Stato non si è fatta attendere e può essere tranquillamente definita un contro-golpe. Che porta a tre conseguenze, tutte negative.

L’Occidente mi disgusta!

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“Un camion e’ piombato ieri sera sulla folla radunata sulla Promenade des Anglais…”

Basta leggere queste parole, vergate da Stefano Montefiori e pubblicate in prima pagina dal Corriere della Sera oggi 15 luglio 2016 per capire che l’Occidente ha perso!

Non si ha il coraggio di scrivere la verita’ e si usano espressioni neutre come “e’ piombato” quasi si trattasse di un incidente e non di un atto voluto e compiuto per ragioni religiose da un musulmano.

L’Islam attacca ovunque dove può

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Se si esaminano gli avvenimenti di questi mesi con occhio acuto appaiono evidenti alcuni elementi:
il diffondersi degli attacchi degli integralisti a tutti gli oppositori;
ìl fanatismo degli attentatori, “a prescindere” dal livello socio-culturale degli stessi;
la cesura esistente tra Sunniti e Sciiti che, peraltro, non fa scemare complessivamente il numero degli attacchi;
la non riduzione del flusso dei profughi dall’Africa e dal Medio-Oriente verso l’Europa;
l’assenza di una politica efficiente in materia ad opera dei Governi occidentali (Stati Uniti compresi).